di Pino Forconi
I giochi sono fatti, direbbero i francesi se si fossero trovati nella nostra stessa situazione, cioè impossibilità di essere rappresentati, quindi poter dire la propria opinione. I giochi sono fatti, sembra che già tutto e stato deciso e quindi indietro non si torna. Quindi verremo rappresentati da un solo personaggio mondialmente eletto. Allora permettetemi di simulare una situazione creando un possibile quadro, (comico).
Il sottoscritto, residente in Australia e regolarmente inserito nel sistema Aire, trovandomi nella necessità di dire o esporre un caso inerente a delle problematiche di natura personale, in futuro dovrei rivolgermi ad un soggetto, che se pur eletto (non certamente da me) è stato da altri votato quindi prescelto per rappresentare la collettività italiana. Per onestà non posso dire che fino ad ora io sia stato rappresentato da….. dei soggetti, non avendo mai avuto occasione di conoscerli, o meglio non si sono mai resi accessibili né con ufficio né tantomeno chiamando a saltuarie riunioni del tipo: -Conosciamoci, perché desideriamo presentarci e prendere nota e trovare risposte alle vostre esigenze ecc,ecc. In tutti questi anni ho solo saputo che c’erano due rappresentanti, grazie alle notizie giornalistiche o per sentito dire, oppure nelle riunioni del 2 giugno circondati dagli elettori, forse anche loro in attesa di inarrivabili risposte a gratuite promesse.
Mah sorvoliamo il problema ora ben altro e torniamo al possibile mondialmente papabile a questo unico posto di rappresentanza al quale dovrei o meglio, questa collettività italiana dovrà rivolgersi in futuro. Potrebbe essere un italo/americano oppure italo/argentino, oppure italo/honkongoiano o quant’altro. Sicuramente avrà un punto di contatto, un ufficio, una e-mail, dei telefoni, parlerà varie lingue o almeno le più importanti; inglese, francese, spagnolo e naturalmente un fluente italiano necessario per poter dialogare con un vasto popolo italiano (si parla di circa sei milioni di residenti all’estero) dove in molti casi la lingua italiana è un qualche cosa di misto tra dialetti e la lingua del posto.
Questo tizio, in un modo o nell’altro, dovrà viaggiare e farsi vedere……. Che Dio gliela mandi buona. Come dovremmo comunicare con costui, per il momento è un mistero. Non che negli ultimi venti anni ci sia stato un qualche sistema, nulla c’era prima e credo che nulla ci sarà in futuro. Forse noi esteri avremo un numero di identificazione, come dire; chiamo costui e gli dico: – Sono il 3645789/61 (61 per Australia), avrei bisogno di, ecc. ecc.
Non vi sembra un po’ un paradosso? Chiaramente gli ho dato un colorito un po’ ironico, ma che nella futura realtà forse non ci sarà molta differenza. Adesso sarebbe da chiedersi: Come siamo arrivati a questo? Beh, errori in tutto questo ce ne sono, ma lascerei ad altri, forse ad un paio di loro, di farsi un buon mea culpa e guardare a cosa non è stato fatto o detto, quando invece andava detto e fatto. Dormire sugli allori, credendo di avere in mano….!!! Un pugno di mosche, che altro senno.
Al 2027 manca poco e il tempo inesorabilmente corre; a tutt’oggi, come abitualmente occorre in Italia, si parla, si parla ……. Ma le parole se le porta il vento. Auguri a quel futuro, Mister yjstxijw!!!
