L’Unione europea apre al Canada come primo “membro associato”

Ursula von der Leyen propone un nuovo rapporto con Ottawa e un Consiglio europeo di sicurezza aperto ai partner esterni. Nel discorso anche Ucraina, difesa, intelligenza artificiale e tutela dei minori online.

A cura della redazione online

Il Canada potrebbe diventare il primo “membro associato” dell’Unione europea. La proposta è stata avanzata dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen durante il suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, pronunciato davanti al Parlamento europeo a Strasburgo.

Von der Leyen ha illustrato una visione dell’Europa più unita sul piano politico, militare, economico e tecnologico, indicando nel Canada uno dei partner principali con cui costruire nuove forme di cooperazione.

«Vogliamo portare il rapporto con il Canada al livello più alto possibile», ha dichiarato, proponendo di aprire la strada a Ottawa come primo membro associato dell’Unione.

Alla seduta era presente anche il primo ministro canadese Mark Carney, invitato dalla presidente della Commissione e accolto con una standing ovation dagli eurodeputati. Von der Leyen lo ha abbracciato dopo avere annunciato la proposta.

Una formula ancora da definire

Quella di “membro associato” non è attualmente una categoria prevista chiaramente dai trattati europei. Il Canada non entrerebbe quindi automaticamente nell’Unione e non acquisirebbe gli stessi diritti e obblighi dei 27 Stati membri.

La proposta dovrà essere approfondita sul piano politico e giuridico e, soprattutto, ottenere il consenso dei governi europei. La decisione finale spetterebbe infatti ai 27 Paesi dell’Unione.

Bruxelles ha tradizionalmente mostrato cautela verso forme di appartenenza flessibile, prive di uno status giuridico preciso. L’apertura al Canada rappresenta quindi una possibile svolta nella maniera in cui l’Europa costruisce i propri rapporti con gli alleati più vicini.

Un nuovo Consiglio europeo di sicurezza

Von der Leyen ha proposto anche la creazione di un Consiglio europeo di sicurezza, un organismo destinato a coordinare le risposte alle principali minacce del continente.

Al nuovo formato potrebbero partecipare, oltre agli Stati dell’Unione, Paesi come Canada, Regno Unito, Norvegia e Ucraina.

La presidente della Commissione ha spiegato che l’Europa deve prepararsi a rispondere rapidamente agli attacchi ibridi, alle operazioni di sabotaggio, alle interferenze straniere e alle crisi che non raggiungono formalmente il livello di un’aggressione militare.

Tra le proposte figura anche un protocollo di sicurezza d’emergenza che permetterebbe a qualsiasi Stato membro di chiedere consultazioni immediate in presenza di una minaccia.

«I rischi ibridi che affronta l’Europa sono sempre meno ibridi e sempre meno semplici minacce», ha affermato von der Leyen nel discorso pubblicato dalla Commissione europea.

Più aiuti all’Ucraina

La presidente ha promesso all’Ucraina il sostegno europeo più forte dall’inizio della guerra, in particolare durante i mesi invernali.

L’Unione intende aumentare gli aiuti umanitari e contribuire alla protezione delle forniture elettriche e degli impianti di riscaldamento, messi sotto pressione dai bombardamenti russi.

Von der Leyen ha inoltre proposto di sviluppare insieme a Kyiv un sistema di difesa missilistica modulare e accessibile. Bruxelles vuole anche creare un nuovo strumento europeo per finanziare capacità militari strategiche e ridurre la dipendenza del continente da fornitori esterni.

Un’alleanza economica e tecnologica con Ottawa

La cooperazione con il Canada dovrebbe estendersi alla produzione industriale avanzata, alle tecnologie digitali, alla difesa e alla sicurezza economica.

Von der Leyen ha indicato come settori prioritari l’intelligenza artificiale, la tecnologia quantistica, la cybersicurezza, le batterie, l’energia e l’approvvigionamento dei minerali critici.

Un altro progetto condiviso potrebbe riguardare l’Artico, regione diventata sempre più importante per la sicurezza, le risorse energetiche e le nuove rotte commerciali.

La presidente ha sottolineato che l’intesa non sarebbe diretta contro altri Paesi, ma servirebbe a rafforzare le capacità comuni dell’Europa e del Canada.

L’appello a rallentare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale

Nonostante l’obiettivo di rafforzare il settore tecnologico europeo, von der Leyen ha sostenuto la necessità di rallentare lo sviluppo dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati e potenzialmente pericolosi.

Secondo la presidente, i nuovi modelli potrebbero permettere attacchi informatici di una portata finora impensabile e potrebbero finire nelle mani di governi o organizzazioni ostili.

Von der Leyen ha annunciato l’intenzione di convocare i principali laboratori impegnati nello sviluppo dell’intelligenza artificiale per discutere sistemi di valutazione, verifica e sicurezza dei modelli più potenti.

L’Unione europea cercherà inoltre di coordinare le proprie iniziative con Canada, Regno Unito e altri partner internazionali.

Più protezione per i minori sui social media

Nel discorso è arrivata anche una proposta per limitare l’accesso dei bambini alle piattaforme social.

Von der Leyen ha ipotizzato il divieto di utilizzo dei social media per i minori di 13 anni e restrizioni sugli account personali fino ai 15 anni. Le piattaforme dovrebbero dimostrare che i propri servizi sono sicuri per bambini e adolescenti.

La proposta si ispira in parte all’esperienza australiana, dove sono state introdotte restrizioni per l’accesso ai social media da parte dei minori di 16 anni.

Le iniziative illustrate a Strasburgo rappresentano per ora un programma politico. La loro realizzazione richiederà proposte legislative, negoziati con gli Stati membri e, in diversi casi, l’approvazione del Parlamento europeo.