Jet russi nello spazio aereo lituano: decollano gli Eurofighter italiani

Due caccia dell’Aeronautica Militare attivati nell’ambito della missione Nato sul fianco orientale. Allerta anche in Polonia, mentre Bruxelles annuncia altri 3,3 miliardi di euro per la difesa ucraina.

A cura della redazione online

Due Eurofighter F-2000 dell’Aeronautica Militare italiana sono decollati d’urgenza dalla base di Šiauliai, in Lituania, dopo la segnalazione di una violazione dello spazio aereo nazionale da parte di due jet militari russi. I velivoli appartengono alla Task Force Air «Baltic Thunder III», impegnata nella missione Nato di sorveglianza e difesa dei cieli baltici. Open

L’intervento è stato coordinato dal centro operativo aereo alleato di Uedem, in Germania. Gli aerei italiani sono partiti in modalità scramble, il decollo immediato previsto quando occorre verificare e fronteggiare una possibile minaccia aerea.

Le informazioni disponibili non precisano la durata dell’incursione né il modello dei velivoli russi. La notizia del decollo, da sola, non indica che vi sia stato uno scontro a fuoco.

Allerta in Polonia, ma nessuna violazione del confine

Un distinto episodio ha fatto scattare le misure di sicurezza in Polonia, dove le autorità hanno segnalato un drone russo a propulsione a reazione in avvicinamento alla frontiera.

Varsavia ha attivato i caccia e posto in allerta la difesa antiaerea. Secondo il portavoce del comando operativo Jacek Goryszewski, un’esplosione è stata registrata a circa quattro chilometri dal confine: il drone potrebbe essere stato neutralizzato oppure aver colpito un obiettivo.

Il viceministro della Difesa Cezary Tomczyk ha precisato che non è stata riscontrata alcuna violazione dello spazio aereo polacco. Gli aeroporti di Lublino e Rzeszów hanno sospeso temporaneamente i voli, mentre le misure militari sono state revocate dopo circa un’ora.

Il premier Donald Tusk ha inoltre riferito al Parlamento che, secondo valutazioni dell’intelligence, Mosca starebbe pianificando azioni ibride contro i Paesi che sostengono Kiev. Si tratta dell’allarme formulato dal governo polacco, non della conferma che nuovi attacchi siano già avvenuti.

Meloni: evitare un’escalation favorevole a Mosca

Da Oslo, durante la visita al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, Giorgia Meloni ha invitato gli alleati europei a non lasciarsi trascinare in un’escalation.

Secondo la presidente del Consiglio, il moltiplicarsi delle provocazioni russe risponderebbe alla volontà di Vladimir Putin di spostare l’attenzione dall’andamento della guerra in Ucraina.

«Penso che non bisogna rispondere a queste provocazioni», ha dichiarato, sostenendo che un ampliamento dello scontro sarebbe più nell’interesse di Mosca che dell’Europa.

Meloni ha anche rilanciato la proposta di un interlocutore europeo comune per il negoziato sull’Ucraina, con il coinvolgimento di partner come Regno Unito e Norvegia, per dare maggiore coerenza alla posizione europea. ANSA

Bruxelles annuncia nuovi fondi per missili e droni

Sul fronte del sostegno militare, Ursula von der Leyen ha annunciato l’erogazione di altri 3,3 miliardi di euro all’Ucraina per l’acquisto di missili e droni, dopo un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky. L’annuncio riguarda un trasferimento previsto, non la conferma di fondi già versati. ANSA

La presidente della Commissione europea ha inoltre richiamato il finanziamento dei sistemi Patriot e la proposta di utilizzare le risorse residue del programma SAFE per nuovi progetti congiunti di difesa tra Unione europea e Ucraina.

Zelensky ha accolto favorevolmente l’iniziativa e annunciato un incontro con von der Leyen a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Kiev prepara un possibile incontro con Trump

La diplomazia ucraina sta lavorando anche a un incontro tra Zelensky e Donald Trump durante l’appuntamento delle Nazioni Unite.

Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha indicato fra i possibili obiettivi un cessate il fuoco relativo alle infrastrutture energetiche e al Mar Nero. Ha ribadito la disponibilità ucraina a una tregua energetica, affermando però che Mosca non avrebbe finora mostrato interesse.

L’incontro resta dunque in preparazione: non è stato annunciato un accordo. Mentre proseguono i contatti diplomatici, gli episodi sul fianco orientale mantengono alta l’attenzione sulla sicurezza dei confini della Nato.

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