Lingua italiana come strumento di creatività, collaborazione e promozione

Marco Gioacchini in visita alla IBS di Meadowbank
Marco Gioacchini in visita alla IBS di Meadowbank

di Lorenzo Canu

Marco Gioacchini, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, traccia il bilancio della XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo appena conclusa, tra scuole e università, cinema, letteratura e musica.

Come direttore dell’Istituto, che bilancio dà di questa edizione della Settimana della Lingua, e cosa ha voluto che fosse al centro del programma?

La XXVI Settimana della Lingua Italiana nel Mondo ha voluto essere una vetrina delle infinite possibilità di promozione della lingua italiana così come stiamo portando avanti nel corso del 2026. Era nostro intento dare visibilità a diversi settori della cultura italiana, come stiamo facendo nel corso degli Eatalian Talks, ad esempio. In questa prospettiva la settimana è stata un successo. Ospite di rilievo è stata la scrittrice Laura Imai Messina che ha partecipato a sei eventi durante la settimana e con la sua esperienza da expat ha creato un ponte ideale tra l’Italia ed il resto del mondo.

Il tema di quest’anno è “Lingua geniale: ideare, progettare, creare con l’italiano”. Cosa significa per lei, e come si traduce in un programma concreto?

L’Accademia della Crusca ed il Ministero degli Esteri hanno voluto mettere in risalto il fatto che, nel passato come nel presente, la lingua italiana è veicolo di creatività in svariati settori, dalla moda al Made in Italy, dalla musica all’arte. Questo ha dato la possibilità di declinare il tema in un programma ricco di spunti e punti di vista. Concretamente parlando abbiamo raccolto le iniziative intorno a nuclei tematici con proposte per tutti i gusti, affinché ciascuno trovi la lente giusta con cui osservare il nostro Paese.

Avete proposto dieci appuntamenti in una settimana, sette dei quali in collaborazione con altre realtà. Perché puntare così tanto sulle collaborazioni, e quali sono state le più preziose?

Le collaborazioni sono molto importanti per promuovere la cultura italiana a pubblici diversi. Grazie agli enti con cui abbiamo collaborato abbiamo portato le nostre proposte agli studenti, sia universitari che di scuola primaria, ad un pubblico amante dei libri e della letteratura, del cinema e della musica. Sono convinto che questa modalità vedrà crescere di anno in anno le collaborazioni. Invitiamo tutte le associazioni, enti e istituzioni a lavorare insieme per il 2027.

Avete diviso il programma in cinque filoni: l’italiano in Australia, il cinema, lo studio della lingua, la creatività letteraria e la tradizione musicale. Qual è l’idea dietro questa struttura?

Il tema della Settimana, come detto, si prestava a varie declinazioni. Abbiamo voluto mettere in risalto alcuni dei settori dove questa creatività trova maggiore spazio come la musica, il cinema, la letteratura. In alcuni casi la lingua è un requisito residuale per fruirne, come nel caso della musica o del cinema, in altri è essenziale. Penso al filone “L’Italiano lingua di studio” che ha valorizzato il lavoro dei docenti e degli studenti, anche quelli dell’Istituto nel corso di una giornata porte aperte, lunedì 19 ottobre, in cui abbiamo proposto contenuti didattici incentrati su 4 piani didattici: cultura, grammatica, conversazione e giochi.

Avete scelto di tenere diversi eventi in italiano e in inglese. Che pubblico volevate raggiungere, e che posto hanno le seconde e terze generazioni italo-australiane in questo lavoro?

La promozione della lingua e della cultura italiane, compiti statutari degli Istituti Italiani di Cultura all’estero, si raggiunge essenzialmente facendo forza su due ambiti di attività: la promozione della lingua, con corsi di lingua e attività didattiche, e con eventi di promozione culturale. In questo secondo ambito preferiamo realizzare attività in lingua inglese per ampliare il bacino dei fruitori e creare più interesse anche nei riguardi della lingua. Questo approccio ha guidato gli eventi sull’eredità della comunità italiana in Australia (con la presentazione del libro “ITALO” di Cristian Bonetto) e sulla creatività nel paese di accoglienza (con l’incontro con Laura Imai Messina in Istituto). Ad entrambi abbiamo registrato una buona accoglienza da parte della comunità italiana ed italo-australiana. Attenzione ai nostri connazionali è stata riservata anche nel corso dell’incontro alla scuola Italiana Bilingue di Meadowbank e con la donazione di alcune copie del libro per ragazzi (Candidato Premio Strega Ragazze e Ragazzi categoria 6+ 2026) della scrittrice alle scuole IBS e Marco Polo.

Una parte forte del programma ha riguardato scuole e università. Come sta l’italiano come lingua di studio in Australia, e perché vale la pena investire sui più giovani?

Gli eventi universitari hanno permesso agli studenti di esercitarsi con la lingua e di toccare con mano la cultura contemporanea italiana. Da tali incontri è emersa grande partecipazione degli studenti e interesse per il mestiere dello scrittore e per le sue sfaccettature professionali (ispirazione, routine di scrittura, questioni stilistiche etc.). Un grazie ai docenti che hanno organizzato gli incontri ed alle Università che ci hanno accolti. Una menzione speciale va anche alle attività svolte durante le ore curriculari di insegnamento, che hanno dato vita a elaborati in lingua italiana di assoluto livello espressivo (penso in particolar modo alle campagne pubblicitarie ed alle poesie in italiano ideate dagli studenti di italiano della UTS).

La settimana si chiude con la musica, l’Eatalian Talk sull’Opera e il recital con i giovani del Conservatorio di Santa Cecilia e del Sydney Conservatorium of Music. Che ruolo ha la lingua italiana nella tradizione operistica?

La “coda” della Settimana della Lingua vede la valorizzazione dell’italiano nell’Opera, grazie alla presenza in città di una delegazione del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma accolta con grande slancio dal Sydney Conservatorium of Music. 

Un contributo di eccellenza, quello italiano nel mondo della musica, che fa capire, qualora ce ne fosse bisogno, come la nostra lingua è la culla del genere melodramma e come ne sia uno dei maggiori veicoli di diffusione all’estero. Per questo il nostro programma annuale prevede molti appuntamenti musicali, con enfasi sulla lingua, come è stato il caso del sostegno dato alla New Zealand Opera per la sottotitolazione in italiano delle tre repliche de “Le nozze di Figaro” di Mozart a Wellington lo scorso giugno.

L’Istituto lavora dentro una rete, con il Consolato Generale, l’Ambasciata, Co.As.It., la Dante Alighieri e le università. Quanto conta questa rete per la vita culturale italiana a Sydney?

L’Istituto è un ente pubblico, sezione culturale del Consolato Generale a Sydney, e come tale è casa di tutti gli italiani e italo-australiani che vogliono scoprire qualcosa in più sul nostro Paese. Tale apertura si intende anche nei riguardi degli altri enti che, con carismi e risorse di pubblico diverse, promuovono l’Italia a Sydney e nel NSW. Trovo quindi naturale collaborare con tutto il “Sistema Italia” in questo ambito e non solo. Il Consolato Generale, oltre alle attività di assistenza consolare, è molto attivo nelle attività di promozione dell’Italia e coordina una serie numerosa di eventi. Invito tutti a informarsi sulle varie opportunità di collaborazione, spesso nei campi della c.d. “Promozione integrata” e cioè nella promozione dei settori della gastronomia, del design, del Made in Italy, dell’imprenditorialità, dei contatti istituzionali. Un ringraziamento anche agli altri enti che raggiungono spesso un pubblico diverso. Solo così riusciamo a diffondere iniziative di valore e di maggiore impatto.

Cosa le piacerebbe restasse di questa edizione, e cosa vorrebbe costruire per la Settimana e per l’Istituto nei prossimi anni?

La collegialità e la qualità delle attività realizzate. Per il futuro auspico una sempre maggiore interazione con chi voglia promuovere la nostra lingua, un ampliamento ulteriore dei luoghi toccati dalle attività e un coinvolgimento delle nuove generazioni. Grazie a tutti/e e buona Settimana della Lingua Italiana nel Mondo!