Meloni esclude il Quirinale e chiede agli italiani altri 5 anni

Giorgia Meloni non intende trasferirsi al Quirinale. Almeno per il momento, il suo futuro politico resta legato a Palazzo Chigi, dove punta a ottenere un secondo mandato alla guida del Governo italiano. Una scelta che la presidente del Consiglio presenta come naturale prosecuzione del percorso avviato nel 2022 e che chiarisce, con largo anticipo, le proprie ambizioni in vista delle prossime elezioni politiche.

La posizione emerge dalle dichiarazioni raccolte da Bruno Vespa nel volume Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein, pubblicato da Mondadori-RAI Libri e in uscita il 2 novembre. Nell’anticipazione diffusa alla stampa, la premier esclude che la presidenza della Repubblica rientri nei suoi programmi e ribadisce la volontà di chiedere agli elettori la fiducia per altri cinque anni.

Non si tratta soltanto di una precisazione personale. Le parole di Meloni intervengono in un dibattito che riguarda il futuro degli equilibri istituzionali italiani e, soprattutto, la possibilità che un esponente della cultura politica conservatrice possa essere eletto alla massima carica dello Stato.

Pur escludendo una propria candidatura, la presidente del Consiglio rivendica infatti la piena legittimità di un conservatore a ricoprire il ruolo di Capo dello Stato. Contesta l’idea che una provenienza politica dal centrosinistra rappresenti una condizione necessaria per garantire autorevolezza e imparzialità nell’esercizio delle funzioni presidenziali.

Nella sua lettura, una parte della sinistra continuerebbe a considerare alcune istituzioni come un proprio ambito privilegiato. È una valutazione politica che alimenta il confronto tra maggioranza e opposizione, ma che pone anche una questione più generale: quale rapporto debba esistere tra l’appartenenza politica di un candidato e la sua capacità di rappresentare l’intera nazione.

La Costituzione italiana non stabilisce alcuna preferenza ideologica per l’elezione del presidente della Repubblica. Può essere scelto qualsiasi cittadino che abbia compiuto cinquant’anni e goda dei diritti civili e politici. Il mandato dura sette anni e la carica è incompatibile con qualsiasi altra funzione pubblica.

Il presidente viene eletto dal Parlamento riunito in seduta comune, con la partecipazione dei delegati regionali. Nei primi tre scrutini è richiesta una maggioranza dei due terzi, mentre dal quarto è sufficiente quella assoluta. Un meccanismo pensato per favorire una scelta capace di raccogliere un consenso più ampio rispetto alla sola maggioranza di governo.

La discussione assume un significato particolare considerando che il mandato di Sergio Mattarella scadrà nel 2029. La prospettiva di una futura maggioranza parlamentare di centrodestra apre inevitabilmente interrogativi sulla successione, anche se qualsiasi ipotesi di candidatura rimane, oggi, priva di conferme.

Le dichiarazioni hanno provocato reazioni nell’opposizione. Matteo Renzi ha invitato le forze del centrosinistra a trovare una posizione comune, esprimendo preoccupazione per le conseguenze istituzionali di un eventuale rafforzamento del centrodestra. Di segno opposto il commento del deputato Gianfranco Rotondi, secondo cui la posizione della premier è coerente con la natura della carica presidenziale, alla quale non ci si candida attraverso una normale competizione elettorale. ANSA.it+1

Sul piano politico, Meloni guarda intanto alla conclusione della legislatura e alla possibilità di presentarsi nuovamente agli italiani. Il suo obiettivo dichiarato è ottenere un altro mandato, pur dovendo affrontare il confronto sulla legge di bilancio, le riforme istituzionali e i risultati dell’azione di governo.

La premier considera inoltre la sconfitta del referendum sulla giustizia una delle maggiori delusioni del suo mandato, ma ribadisce l’intenzione di proseguire sulla strada delle riforme. Open+1

La distinzione tra Palazzo Chigi e Quirinale rimane dunque il punto centrale del messaggio politico. Meloni chiede continuità alla guida dell’esecutivo, ma rivendica contemporaneamente il diritto del centrodestra di partecipare senza preclusioni alla scelta del prossimo Capo dello Stato.

Sarà il futuro assetto parlamentare a determinare gli equilibri della prossima elezione presidenziale. Per il momento, la sfida annunciata da Giorgia Meloni riguarda il Governo: ottenere dagli elettori un nuovo mandato e proseguire l’esperienza politica iniziata quattro anni fa.

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