Dall’arrivo a Sydney nel 1971 ai trent’anni trascorsi al Consolato, dalla presidenza del Comites alla politica: una vita osservando da vicino i cambiamenti della comunità italiana.
di Emanuele Esposito
Ci sono storie che permettono di raccontare non soltanto una persona, ma un’intera comunità. Quella di Maurizio Aloisiattraversa più di mezzo secolo di presenza italiana in Australia.
È lui il protagonista della nuova puntata di A Tu per Tu, il podcast di Allora! dedicato alle persone, alle esperienze e alle idee che hanno qualcosa da raccontare.
Aloisi arriva a Sydney nel 1971. È un giovane romano curioso, con alle spalle una formazione cinematografica e una grande passione per la musica. L’Australia avrebbe dovuto rappresentare soprattutto una nuova esperienza; diventerà invece la sua casa. Nell’intervista ricorda quegli anni come un periodo nel quale era possibile cambiare lavoro con grande facilità e racconta come la musica lo abbia aiutato anche economicamente nei primi tempi.
Una parte fondamentale della sua vita comincia nel 1984, quando entra al Consolato Generale d’Italia a Sydney. Vi rimarrà per trent’anni.
Era un Consolato profondamente diverso da quello di oggi: niente computer, pochissimi strumenti tecnologici e una struttura che rappresentava praticamente l’unico punto di riferimento istituzionale per la comunità. Aloisi ricorda mattinate con decine di persone in attesa e un’organizzazione nella quale si concentravano servizi commerciali, scolastici, legali, pensionistici e assistenziali.
Proprio quell’esperienza gli permette di conoscere dall’interno generazioni di italiani, associazioni e istituzioni.
Dopo il Consolato arriva l’esperienza del Comites NSW, del quale Aloisi diventa presidente. La sua idea della rappresentanza è molto netta: il Comites dovrebbe essere soprattutto il portavoce delle esigenze della comunità davanti alle autorità consolari, evitando di trasformarsi in uno strumento per interessi politici personali.
Durante la sua presidenza nasce anche l’esperienza del Consolato itinerante, pensato per raggiungere i connazionali residenti a molte ore di distanza da Sydney. Per Aloisi è proprio questo il significato concreto della rappresentanza: ascoltare un problema e cercare, insieme alle istituzioni, una soluzione.
Ma la conversazione affronta inevitabilmente anche la politica.
Nel 2013 Aloisi si candida al Senato della Repubblica nella Circoscrizione Estero. Oggi guarda con attenzione al dibattito sulla riforma della rappresentanza degli italiani fuori dai confini nazionali e sostiene con forza la necessità che l’Australia continui ad avere la possibilità di esprimere propri candidati.
Il confronto si allarga quindi al voto all’estero, alla necessità di riformare i Comites, alla nuova emigrazione, al futuro delle associazioni e al rapporto tra Roma e una comunità geograficamente lontanissima dall’Italia.
C’è poi lo sguardo di chi ha visto cambiare l’Australia italiana dal 1971 a oggi.
Aloisi ricorda una prima generazione di emigrati caratterizzata dal lavoro, dall’intraprendenza e dalla volontà di costruire qualcosa. Oggi, osserva, arrivano invece molti giovani laureati e professionalmente preparati. E proprio ai giovani consiglia l’esperienza all’estero, anche come occasione per conoscere società differenti e, eventualmente, riportare un giorno quelle competenze in Italia.
Non manca uno sguardo critico sull’associazionismo, che secondo Aloisi necessita di rinnovamento e di nuove energie, né sulla politica degli italiani all’estero, dove invita gli elettori a scegliere sulla base dei programmi e non dell’appartenenza regionale o del campanilismo.
È quindi un A Tu per Tu che attraversa memoria e presente, ma guarda soprattutto al futuro.
Cinquantacinque anni dopo il suo arrivo, Maurizio Aloisi continua infatti a considerare la comunità italiana qualcosa da proteggere e valorizzare. Il messaggio con cui conclude la conversazione è semplice: non lasciarsi condizionare dalle voci esterne, difendere la comunità e mantenere fiducia nelle istituzioni.
🎙️ A Tu per Tu con Maurizio Aloisi, su Allora! Podcast.
Le domande che contano. Le risposte che contano. Le storie che contano.

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