Garlasco, Stasi sul possibile processo di revisione: «Spero sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara e per me»

Alberto Stasi rompe il silenzio con poche parole mentre torna al centro del dibattito l’ipotesi di una revisione della condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Intercettato da Mattino 5, il 43enne ha evitato commenti sul merito delle nuove indagini di Pavia, limitandosi a esprimere una speranza: «Spero che sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara, per me». La sua legale Giada Bocellari precisa però un punto decisivo: l’eventuale revisione riguarda esclusivamente la posizione di Stasi e non coincide con il procedimento che vede Andrea Sempio indagato.

Poche parole, ma destinate a pesare nel nuovo capitolo giudiziario del delitto di Garlasco.

Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, è stato raggiunto dai microfoni di Mattino 5 mentre cresce l’attenzione attorno alla possibilità di un processo di revisione.

«Non faccio dichiarazioni anche per rispetto dell’autorità giudiziaria», ha detto Stasi. Poi una frase che fotografa il momento: «Spero che sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara, per me».

Una dichiarazione breve, coerente con l’atteggiamento mantenuto negli anni, ma che arriva mentre le nuove indagini della Procura di Pavia hanno riaperto interrogativi su elementi già esaminati e su nuove acquisizioni relative alla scena del delitto.

Bocellari: «Guarda al futuro con fiducia, ma anche con paura»

A spiegare lo stato d’animo di Stasi è stata la sua legale Giada Bocellari, che lo assiste da anni.

«Alberto, come sapete, non ama molto parlare», ha ricordato l’avvocata, sottolineando come questa riservatezza gli sia stata talvolta attribuita negativamente anche in passato.

Secondo Bocellari, Stasi guarda al futuro «con fiducia ma anche con paura», dopo anni definiti di grande sofferenza.

«Una speranza c’è», ha aggiunto la legale, «ma sappiamo che ci saranno dei processi, che sono le uniche cose che contano al di là del parlare mediatico».

Il messaggio è chiaro: il terreno decisivo non sarà quello televisivo, ma quello giudiziario.

Revisione Stasi e indagine Sempio: due procedimenti distinti

Il passaggio più importante dell’intervento di Bocellari riguarda però la separazione tra la posizione di Stasi e quella di Andrea Sempio, oggi indagato nel nuovo filone sull’omicidio di Chiara Poggi.

«Il focus della revisione è Alberto Stasi, non Andrea Sempio», ha precisato.

La legale ha spiegato che Sempio non viene indicato come oggetto della richiesta di revisione, perché la sua posizione dovrà eventualmente essere valutata nella sede processuale che gli garantisca pienamente il contraddittorio e il diritto di difesa.

È una distinzione fondamentale.

La revisione di una sentenza definitiva non richiede necessariamente di dimostrare la responsabilità di un’altra persona. Il punto è stabilire se esistano nuovi elementi, incompatibili o comunque rilevanti rispetto alla condanna già pronunciata, tali da poter incidere sulla posizione del condannato.

Cosa possono produrre le nuove indagini di Pavia

È proprio su questo terreno che le nuove indagini possono assumere rilievo.

Bocellari ha chiarito che ciò che emerge dall’inchiesta di Pavia può interessare la revisione nella misura in cui rappresenti potenziale materiale a discarico di Stasi, indipendentemente dal fatto che lo stesso elemento possa oppure no risultare a carico di Sempio.

Questo evita una sovrapposizione che nel dibattito mediatico viene spesso fatta troppo rapidamente.

Da una parte c’è una sentenza definitiva nei confronti di Stasi, che resta pienamente valida fino a un eventuale diverso pronunciamento giudiziario.

Dall’altra c’è un’indagine ancora in corso nei confronti di Sempio, che è presunto innocente e la cui posizione deve essere valutata autonomamente.

Il nodo della revisione

Il processo di revisione rappresenta uno strumento eccezionale del sistema giudiziario italiano.

Non si tratta di un nuovo appello e non basta che emergano dubbi generici sulla precedente ricostruzione.

Perché una revisione possa aprire una nuova fase processuale devono emergere elementi nuovi e giuridicamente rilevanti, capaci di incidere sull’impianto della condanna definitiva.

È su questo terreno che la difesa di Stasi sta lavorando.

Le nuove indagini su Garlasco vengono quindi osservate con particolare attenzione proprio perché potrebbero produrre materiale utilizzabile in una futura valutazione della sentenza.

Una vicenda che torna ancora una volta davanti alla giustizia

A quasi vent’anni dal delitto di Chiara Poggi, la vicenda giudiziaria di Garlasco continua così a produrre nuovi sviluppi.

Le parole di Stasi non anticipano conclusioni e non cambiano, da sole, la situazione processuale.

Ma fotografano una fase diversa rispetto al passato.

La condanna definitiva resta in vigore. L’indagine su Sempio resta separata. E l’eventuale revisione dovrà essere decisa esclusivamente sulla base degli atti e delle nuove prove ritenute ammissibili.

Per Stasi, però, la speranza è ormai dichiarata: che il nuovo passaggio giudiziario possa portare quella che lui stesso definisce «giustizia per Chiara e per me».