La giovane atleta dei Southlakes Roosters è morta dopo aver affrontato gravi difficoltà di salute mentale. Compagne, società sportive e comunità locali la ricorderanno con nastri rosa, tre trecce e un minuto di silenzio
Profondo dolore nella Hunter Valley, nel New South Wales, per la morte di Alisha, una ragazza di appena 12 anni conosciuta da familiari e amici come Ali o “Ali Cat”.
La giovane è stata ricordata come una figlia amatissima, un’amica preziosa e una promettente giocatrice di rugby league. La famiglia ha riferito che Ali stava affrontando seri problemi di salute mentale e che i suoi cari avevano cercato con ogni mezzo di sostenerla.
Le circostanze della morte non sono state rese pubbliche e ogni speculazione deve essere evitata, soprattutto nel rispetto della sua giovane età e del dolore della famiglia.
Una raccolta fondi è stata avviata per contribuire alle spese funerarie e permettere ai familiari di darle l’ultimo saluto.
«Una giovane vita spezzata troppo presto»
Il deputato federale per la regione di Hunter, Dan Repacholi, ha espresso vicinanza alla famiglia, alle compagne di squadra, agli allenatori e all’intera comunità sportiva.
«Non esistono parole capaci di dare un senso a una perdita come questa», ha dichiarato.
Repacholi ha invitato gli australiani a controllare come stanno amici e familiari, soprattutto quando qualcuno appare diverso dal solito, più distante o in difficoltà.
«La salute mentale conta, così come prendersi cura gli uni degli altri. Una conversazione può davvero fare la differenza», ha aggiunto.
Il parlamentare ha anche condiviso le immagini delle compagne di Ali mentre entravano in campo portando la sua maglia numero tre.
Il tributo dei Southlakes Roosters
Ali giocava nella formazione femminile Under 12 dei Southlakes Roosters e si allenava anche con la squadra Under 14 per continuare a migliorare le proprie capacità.
La società l’ha ricordata come una «compagna per sempre» e ha organizzato un turno speciale dedicato alla sua memoria.
«Una volta Rooster, per sempre Rooster», ha scritto il club.
Durante le partite del fine settimana saranno disponibili forme di sostegno per giocatrici, genitori, accompagnatori, volontari e tifosi che potrebbero sentirsi particolarmente colpiti.
La società ha ringraziato tutte le persone che si sono strette attorno alla famiglia e alle giovani atlete, sottolineando come la solidarietà dimostrata rappresenti il vero significato dello sport comunitario.
Nastri rosa e tre trecce per il numero tre
Le squadre giovanili della Hunter Valley sono state invitate a ricordare Ali indossando nastri rosa, braccialetti oppure acconciando i capelli con tre trecce, simbolo della maglia numero tre utilizzata dalla ragazza.
Prima del calcio d’inizio sarà inoltre osservato un minuto di silenzio.
Diverse società hanno annunciato che non utilizzeranno la maglia numero tre durante il turno commemorativo.
Anche il West Maitland ha ricevuto parole di riconoscenza per la sensibilità e il rispetto mostrati verso le compagne di Ali nei giorni successivi alla tragedia.
Una comunità unita dal dolore
I messaggi pubblicati da familiari, amici e società sportive descrivono una ragazza profondamente amata.
Una persona vicina alla famiglia ha ringraziato pubblicamente la comunità del rugby league per l’affetto dimostrato verso la loro “Ali Cat”.
Il sostegno non potrà cancellare la perdita, ma potrà aiutare familiari e compagne ad affrontare giorni di dolore difficilmente immaginabile.
La morte di una bambina impone anche una riflessione collettiva sulla salute mentale dei giovanissimi e sulla necessità di ascoltare senza giudicare.
Famiglie, scuole, società sportive e istituzioni devono poter riconoscere i segnali di sofferenza e garantire accesso rapido a professionisti qualificati.
Chiedere aiuto non è debolezza. Parlare può essere il primo passo per interrompere un momento di disperazione e ricordare a chi soffre che non è solo.
In Australia, chi sta vivendo una crisi o si sente sopraffatto può contattare Lifeline 24 ore su 24 al 13 11 14 oppure via SMS al 0477 13 11 14.
