La ministra dei Servizi sociali respinge le polemiche sulla partecipazione del premier a una cena ospitata dal figlio di un miliardario. Intanto Andrew Bragg non esclude futuri accordi con One Nation, nonostante il precedente no di Angus Taylor
La partecipazione del primo ministro Anthony Albanese a una cena privata organizzata nella prestigiosa zona di Point Piper, a Sydney, è diventata un nuovo caso politico per il governo federale.
A difendere il premier è intervenuta la ministra dei Servizi sociali Tanya Plibersek, secondo la quale la presenza di Albanese a incontri e cene con esponenti della società australiana rientra nelle normali funzioni istituzionali del capo del governo.
La polemica arriva mentre, sul fronte dell’opposizione, il senatore liberale Andrew Bragg ha lasciato aperta la possibilità di future intese con One Nation, in apparente contrasto con la linea espressa dal leader della Coalition Angus Taylor.
La cena nella residenza di Felix Lee
Secondo quanto riportato dalla stampa australiana, Albanese avrebbe partecipato a una cena riservata nella residenza di Felix Lee, 25 anni, a Point Piper.
Il padre del giovane, Phillip Dong Fang Lee, è al centro di accuse relative a presunte dichiarazioni ingannevoli fornite all’Australian Taxation Office sulla propria situazione patrimoniale e su ingenti somme trasferite verso conti bancari australiani.
Si tratta di contestazioni che riguardano il padre dell’ospite e che dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Non è stato indicato che Phillip Dong Fang Lee fosse presente alla cena alla quale ha partecipato il primo ministro.
La vicenda ha comunque sollevato interrogativi sull’opportunità politica dell’incontro e sull’eventuale presenza di donazioni alla campagna o al Partito Laburista.
Plibersek: «Parte del lavoro del primo ministro»
Tanya Plibersek ha respinto le critiche, sostenendo che Albanese partecipa regolarmente a eventi e incontri nell’esercizio del proprio ruolo.
«È il primo ministro. Va a cena quasi tutte le sere della settimana e incontra continuamente persone. Fa parte del lavoro», ha dichiarato.
La ministra ha inoltre ricordato che non è possibile conoscere preventivamente ogni dettaglio relativo a tutte le persone presenti o collegate a un evento.
Plibersek ha sottolineato che l’uomo coinvolto nelle accuse fiscali non avrebbe partecipato alla cena e che l’incontro si sarebbe svolto nell’abitazione del figlio.
La ministra ha poi richiamato le riforme del governo sulla trasparenza delle donazioni elettorali, presentandole come prova dell’impegno del Labor per rendere più chiari i finanziamenti alla politica.
Canavan: «La storia puzza»
Di parere opposto il leader dei Nationals Matt Canavan, che ha definito la vicenda politicamente problematica.
Canavan ha affermato che la storia «puzza» e ha chiesto al Labor di restituire eventuali donazioni provenienti dalla famiglia.
Al momento, nel materiale disponibile, non è stata indicata la quantità di denaro eventualmente donata né è stata confermata l’esistenza di un contributo direttamente collegato alla cena.
La richiesta del leader dei Nationals rappresenta quindi soprattutto un attacco politico, in attesa che il Partito Laburista chiarisca la natura dell’evento, chi vi abbia partecipato e se siano stati raccolti fondi.
Il tema della trasparenza
Il caso riapre il dibattito sui rapporti tra politica, grandi patrimoni e raccolta fondi.
La partecipazione di un primo ministro a una cena privata con imprenditori o donatori non costituisce di per sé una violazione. Diventa però politicamente sensibile quando gli organizzatori o i loro familiari sono coinvolti in controversie giudiziarie, fiscali o finanziarie.
L’opposizione chiede che il governo renda pubblici eventuali contributi e chiarisca se la serata avesse finalità politiche, istituzionali o di fundraising.
Il Labor sostiene invece che le regole sulla trasparenza siano state rafforzate e che non si possa attribuire al premier la responsabilità di accuse rivolte a una persona che non era presente all’incontro.
Bragg apre a possibili accordi con One Nation
Mentre il governo affronta le polemiche sulla cena, anche la Coalition è alle prese con una questione politicamente delicata.
Il responsabile ombra per l’edilizia Andrew Bragg ha suggerito che i Liberali potrebbero essere disponibili a collaborare con One Nation dopo le prossime elezioni federali.
Angus Taylor aveva precedentemente escluso un accordo di coalizione con il partito guidato da Pauline Hanson.
Interrogato sulla possibilità che Liberali e One Nation uniscano le forze prima delle elezioni, Bragg ha inizialmente fatto riferimento alle preferenze elettorali, spiegando che le decisioni verranno prese in prossimità del voto.
«Se servirà una coalizione, la valuteremo»
Quando gli è stato chiesto direttamente se la Coalition potesse formare un governo con One Nation, Bragg non ha escluso completamente l’ipotesi.
«Se sarà necessaria una coalizione, lo valuteremo in quel momento», ha affermato.
Il senatore ha poi attaccato il governo, sostenendo che i Liberali non formeranno invece una coalizione con i sindacati e i grandi fondi pensione, che a suo giudizio eserciterebbero una forte influenza sul Labor.
Le sue parole potrebbero creare nuove tensioni all’interno dell’opposizione, perché sembrano lasciare aperta una possibilità che Taylor aveva cercato di chiudere.
Accordo sulle preferenze o vera coalizione?
È necessario distinguere tra un accordo sulle preferenze e la formazione di una coalizione di governo.
In Australia, i partiti possono indicare agli elettori come distribuire le preferenze senza impegnarsi a governare insieme.
Una coalizione formale comporterebbe invece un’intesa su ministri, programma politico e sostegno parlamentare.
Bragg ha parlato di entrambe le possibilità senza definire una posizione precisa. Le sue dichiarazioni potrebbero essere interpretate come un tentativo di non escludere scenari post-elettorali in un Parlamento senza maggioranza.
One Nation sta crescendo nei sondaggi e potrebbe risultare decisiva in diversi seggi, soprattutto nelle aree regionali e tra gli elettori insoddisfatti dei partiti tradizionali.
Due fronti difficili per maggioranza e opposizione
La giornata politica mette sotto pressione entrambi gli schieramenti.
Il Labor deve spiegare la partecipazione di Albanese a una cena privata ospitata da una famiglia molto facoltosa e difendersi dalle accuse di vicinanza ai grandi donatori.
La Coalition deve invece chiarire se considera One Nation un possibile alleato di governo oppure soltanto un interlocutore per le preferenze.
In entrambi i casi, il problema centrale è la trasparenza.
Gli elettori hanno il diritto di sapere chi finanzia i partiti, quali rapporti intrattengono i leader e quali alleanze potrebbero essere costruite dopo il voto.
Plibersek difende Albanese sostenendo che incontrare persone fa parte del ruolo del premier. Bragg lascia aperta la porta a un’intesa con One Nation.
Due dichiarazioni differenti, ma accomunate dalla stessa domanda politica: quali rapporti sono accettabili quando si governa o si cerca di conquistare il governo?
