Mercati, l’ASX verso un’apertura positiva: petrolio in calo dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran

I futures indicano un rialzo dello 0,6% per la Borsa australiana, mentre Wall Street chiude una settimana contrastata con nuove vendite sui titoli tecnologici. Attesa per i dati sull’inflazione del secondo trimestre

La Borsa australiana si prepara ad aprire la settimana in territorio positivo, sostenuta dal calo del prezzo del petrolio e dalla momentanea riduzione delle tensioni militari nel Golfo.

Alla chiusura delle contrattazioni di sabato mattina, i futures sull’ASX 200 indicavano un possibile progresso dello 0,6%in apertura.

Gli investitori guardano ora alla pubblicazione dei dati australiani sull’inflazione del secondo trimestre, prevista per mercoledì. Il dato sarà determinante per comprendere le prossime mosse della Reserve Bank of Australia e valutare il rischio di un nuovo aumento dei tassi d’interesse.

Wall Street chiude in modo contrastato

I mercati statunitensi hanno concluso la settimana senza una direzione uniforme.

L’S&P 500 è riuscito a registrare un leggero rialzo, mentre i titoli tecnologici hanno continuato a subire vendite.

La pressione sul comparto tech riflette i dubbi degli investitori sui costi elevati dei progetti legati all’intelligenza artificiale e sulla capacità delle grandi aziende di trasformare rapidamente gli investimenti in profitti.

L’ASX presenta un peso molto più ridotto del settore tecnologico rispetto a Wall Street e potrebbe quindi risultare meno esposto alla nuova fase di debolezza che ha colpito le società americane.

I comparti finanziario, minerario ed energetico continueranno probabilmente ad avere un ruolo decisivo nell’andamento del mercato australiano.

Il petrolio scende dopo il fine settimana

Un segnale positivo arriva anche dal mercato energetico.

Il prezzo del petrolio ha iniziato a diminuire dopo la riduzione degli attacchi missilistici e dei droni nel Golfo durante il fine settimana.

A migliorare il clima sui mercati è stata soprattutto la decisione di Stati Uniti e Iran di sospendere, almeno temporaneamente, i bombardamenti.

La tregua riduce il rischio immediato di interruzioni delle principali rotte petrolifere e potrebbe attenuare la pressione sui costi dell’energia.

Il mercato resta comunque fragile. Una nuova escalation potrebbe far risalire rapidamente il greggio e riaccendere i timori sull’inflazione globale.

Attesa per l’inflazione australiana

Il principale appuntamento della settimana sarà la pubblicazione dei dati sull’indice dei prezzi al consumo del secondo trimestre.

I mercati cercheranno di capire se le pressioni inflazionistiche stiano diminuendo oppure se il rincaro dell’energia, la solidità del mercato del lavoro e l’aumento dei costi delle importazioni stiano mantenendo i prezzi troppo elevati.

Un’inflazione superiore alle aspettative potrebbe rafforzare l’ipotesi di un nuovo intervento della RBA.

Al contrario, un dato più moderato offrirebbe alla banca centrale maggiore spazio per lasciare i tassi invariati e osservare l’evoluzione dell’economia.

La reazione potrebbe coinvolgere non soltanto la Borsa, ma anche il dollaro australiano, i rendimenti obbligazionari e le aspettative sui mutui.

I titoli tecnologici restano sotto pressione

La debolezza del Nasdaq e del settore tecnologico americano potrebbe continuare a influenzare anche alcuni titoli australiani.

Le società maggiormente esposte alla crescita futura soffrono quando i tassi rimangono elevati, perché il valore attuale dei profitti attesi diminuisce e il finanziamento dei nuovi investimenti diventa più costoso.

Le vendite recenti indicano inoltre che gli investitori stanno diventando più selettivi.

La semplice esposizione all’intelligenza artificiale non è più sufficiente per sostenere valutazioni elevate. Il mercato chiede risultati concreti, ricavi e una maggiore chiarezza sui tempi necessari per recuperare le spese sostenute.

ASX favorito dalla composizione del mercato

La Borsa australiana potrebbe beneficiare della propria struttura più tradizionale.

Banche, grandi società minerarie, gruppi energetici e aziende legate alle materie prime rappresentano una quota molto importante dell’ASX 200.

Il calo del petrolio potrebbe penalizzare alcuni titoli energetici, ma allo stesso tempo ridurre i timori di una nuova fiammata inflazionistica e sostenere il resto del mercato.

Anche l’andamento del minerale di ferro e della domanda cinese resterà fondamentale per i principali gruppi minerari australiani.

Una settimana delicata per gli investitori

L’apertura positiva prevista non elimina i rischi.

I mercati continueranno a seguire con attenzione:

  • la durata della tregua tra Stati Uniti e Iran;
  • l’andamento del petrolio;
  • i dati australiani sull’inflazione;
  • le aspettative sui tassi della RBA;
  • la debolezza dei titoli tecnologici americani.

La combinazione tra minori tensioni geopolitiche e futures in rialzo offre un avvio incoraggiante per l’ASX.

Il vero test arriverà però mercoledì. Se l’inflazione dovesse sorprendere al rialzo, l’ottimismo iniziale potrebbe lasciare rapidamente spazio a nuovi timori sui tassi d’interesse e sulla crescita economica australiana.

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