Due treni si scontrano nei pressi di Toledo, vagoni precipitati in una scarpata e oltre cento feriti. Tra i cinque italiani coinvolti, quattro sono salvi mentre si cerca una donna di Pistoia. Il governo spagnolo indaga su un possibile errore nella gestione del traffico ferroviario. Sánchez proclama tre giorni di lutto nazionale.
La Spagna è nuovamente sconvolta da una tragedia ferroviaria. Almeno 68 persone hanno perso la vita nello scontro tra due treni ad alta velocità avvenuto mercoledì 28 ottobre nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, lungo la linea Madrid-Siviglia. Oltre cento persone sono rimaste ferite e il bilancio potrebbe aggravarsi ulteriormente.
Tra le persone coinvolte figurano anche cinque cittadini italiani. Quattro sono in buone condizioni, mentre una donna originaria di Pistoia risulta dispersa. La Farnesina segue costantemente gli sviluppi dell’emergenza attraverso la rete diplomatica e consolare.
La collisione e i vagoni precipitati nella scarpata
L’incidente si è verificato poco prima delle nove del mattino, quando un treno AVE della compagnia pubblica Renfe ha tamponato un convoglio Iryo fermo sui binari.
A bordo dei due treni viaggiavano complessivamente 544 passeggeri: 397 sull’AVE e 147 sull’Iryo.
L’impatto è stato devastante. Diverse carrozze sono deragliate e alcune sono precipitate lungo la scarpata che costeggia la linea ferroviaria. Il violento scontro ha provocato la distruzione di parte dei convogli, rendendo particolarmente complesse le operazioni di soccorso.
Secondo il bilancio comunicato dal governo regionale della Castiglia-La Mancia, delle 68 vittime accertate, 44 viaggiavano sul treno Iryo e 24 sull’AVE di Renfe.
Sul luogo della sciagura sono intervenuti vigili del fuoco, personale sanitario, Guardia Civil e unità militari specializzate nelle emergenze. Gli ospedali della regione hanno attivato procedure straordinarie per accogliere i feriti, mentre è stato rivolto alla popolazione un appello a donare sangue.
Un’italiana dispersa, quattro connazionali in salvo
Particolare preoccupazione desta la situazione di una cittadina italiana originaria di Pistoia, della quale non si hanno ancora notizie.
Gli altri quattro connazionali individuati sul treno Iryo risultano in buone condizioni. Secondo quanto riferito dalla Tgr Rai Toscana, sono originari di Sassari, Bergamo, Roma e Cosenza e risultano iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha disposto l’attivazione di un’unità di crisi presso l’Ambasciata italiana. Il personale consolare sta effettuando verifiche negli ospedali e nei centri di accoglienza dei superstiti, mentre proseguono gli accertamenti sull’eventuale presenza di altri italiani a bordo del convoglio Renfe.
Il guasto al sistema di sicurezza e l’ipotesi dell’errore umano
Le indagini si concentrano su un possibile malfunzionamento del sistema di segnalamento ferroviario LZB e sulle successive decisioni adottate dal centro di controllo di Atocha, a Madrid.
Secondo la ricostruzione illustrata dal ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, il guasto avrebbe provocato l’arresto automatico di diversi convogli.
Nonostante il problema non fosse stato risolto, il centro di controllo avrebbe successivamente autorizzato la ripresa della circolazione del treno Renfe senza imporre la limitazione di velocità prevista per la marcia a vista.
L’AVE avrebbe così raggiunto una velocità elevata prima di scontrarsi con il treno Iryo ancora fermo.
Puente ha definito «inspiegabile» la decisione di autorizzare la ripartenza in quelle condizioni.
Gli investigatori stanno ricostruendo le comunicazioni tra i macchinisti e gli operatori della rete ferroviaria per stabilire le responsabilità. L’ipotesi di un errore umano resta al centro degli accertamenti, ma non costituisce ancora una conclusione definitiva.
Sánchez proclama tre giorni di lutto nazionale
Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha raggiunto il luogo della tragedia, annunciando tre giorni di lutto nazionale.
Il premier ha assicurato che le autorità condurranno un’indagine approfondita per chiarire le cause dell’incidente ed eventuali negligenze.
La tragedia riapre inevitabilmente il dibattito sulla sicurezza della rete ferroviaria spagnola. Il 18 gennaio scorso, un altro gravissimo incidente ad Adamuz, nella provincia di Cordova, aveva provocato 46 vittime.
Due disastri ferroviari nello stesso anno, sulla medesima direttrice dell’alta velocità, hanno alimentato nuovi interrogativi sull’efficienza delle infrastrutture e dei sistemi di controllo.
Il leader dell’opposizione, Alberto Núñez Feijóo, ha chiesto un’indagine indipendente e una revisione complessiva della rete ferroviaria nazionale.
Solidarietà internazionale e collegamenti sospesi
La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha espresso solidarietà al popolo spagnolo e vicinanza ai familiari delle vittime.
Messaggi di cordoglio sono arrivati anche dalla Casa Reale spagnola e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Intanto, il traffico ferroviario ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia rimane pesantemente compromesso. La compagnia Ouigo ha annunciato la sospensione dei collegamenti sulla tratta fino al 2 novembre compreso.
Mentre proseguono le operazioni di recupero e identificazione delle vittime, la Spagna affronta ore di dolore e di interrogativi.
Al centro dell’attenzione rimangono le famiglie delle persone scomparse, i feriti e soprattutto la necessità di accertare come un sistema ferroviario progettato per garantire elevati livelli di sicurezza abbia potuto consentire una collisione di queste proporzioni.
Il bilancio delle vittime e le informazioni sui dispersi sono provvisori, sulla base dei dati disponibili al 28 ottobre 2026.

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