TURISMO DELLE RADICI, TAJANI RILANCIA IL PROGETTO: «UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PER L’ITALIA»

Oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti sparsi nel mondo rappresentano una risorsa straordinaria per l’Italia. È da questa consapevolezza che nasce il progetto del Turismo delle Radici, iniziativa promossa dalla Farnesina e sostenuta dai fondi del PNRR, al centro dell’evento organizzato al Ministero degli Esteri e aperto dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Sul piazzale della Farnesina, davanti a circa mille partecipanti, tra cui consoli italiani provenienti da tutto il mondo, delegazioni giovanili del CONI e oltre cento sindaci dei cosiddetti “Comuni delle Radici”, Tajani ha rilanciato una delle iniziative considerate più strategiche per rafforzare il legame tra l’Italia e le sue comunità all’estero.

«È un’iniziativa nata da un’idea semplice ma vincente: portare gli oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti nel mondo a riscoprire i luoghi di origine delle loro famiglie», ha dichiarato il ministro.

RISORSE PER BORGHI E PICCOLI COMUNI

Il progetto punta a valorizzare soprattutto i piccoli centri italiani, spesso esclusi dai tradizionali circuiti turistici.

«Ho voluto fortemente che tutto il progetto fosse mirato ai comuni più piccoli», ha spiegato Tajani. «Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo e Venezia non hanno bisogno di tanta propaganda. I turisti arrivano comunque. Molti invece non conoscono la bellezza dell’Italia dei borghi, dei piccoli comuni che custodiscono opere straordinarie e vivono immersi in paesaggi unici».

L’obiettivo è duplice: da una parte favorire il ritorno nei luoghi delle proprie origini da parte degli italiani all’estero e dei loro discendenti; dall’altra sostenere economicamente territori che rischiano lo spopolamento e la marginalizzazione.

NUMERI IN COSTANTE CRESCITA

I dati presentati dalla Farnesina confermano una crescita significativa del fenomeno.

Nel 2024 il turismo delle radici ha coinvolto circa 6,6 milioni di visitatori. Per il 2026 le stime indicano il superamento dei 7,4 milioni di presenze, con una spesa complessiva destinata a superare i 5,5 miliardi di euro.

Numeri che spiegano perché il governo abbia deciso di investire ulteriormente sul progetto.

L’evento è stato anche l’occasione per annunciare le prospettive future dell’iniziativa, che potrà contare su ulteriori 200 milioni di euro assegnati alla Farnesina attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione.

ITALIANI NEL MONDO PROTAGONISTI

La manifestazione, condotta dall’attrice Serena Autieri, ha alternato momenti dedicati alla musica popolare, allo sport, alla cucina italiana e alle testimonianze provenienti dalle comunità italiane all’estero.

Tra i temi affrontati anche la diplomazia sportiva, il ruolo della Costituzione italiana nel mondo e la promozione delle eccellenze del Made in Italy.

Per il governo il Turismo delle Radici non rappresenta soltanto un progetto turistico, ma uno strumento di diplomazia culturale capace di rafforzare il legame tra l’Italia e milioni di persone che, pur vivendo all’estero da generazioni, continuano a sentirsi parte della storia e dell’identità italiana.

Una strategia che punta a trasformare la memoria familiare in sviluppo economico, facendo dei borghi e dei piccoli comuni il cuore di una nuova stagione del turismo italiano.