Big Tech registra investimenti record nell’Intelligenza Artificiale

Il 2026 si apre con un vero e proprio boom di investimenti da parte delle principali big tech americane nel settore dell’intelligenza artificiale (AI).

Negli ultimi giorni molte società hanno pubblicato i conti trimestrali, ma a catturare l’attenzione di Wall Street sono soprattutto i piani di spesa in conto capitale (CapEx), che complessivamente superano i 700 miliardi di dollari (590 miliardi di euro).

La maggior parte di questi fondi sarà destinata allo sviluppo di infrastrutture, prodotti e servizi legati all’AI.

Amazon guida la classifica con investimenti record da 200 miliardi di dollari, quasi equivalenti all’intero PIL della Grecia, seguita da Alphabet con 185 miliardi, Meta con 135 miliardi e Microsoft con 105 miliardi di dollari.

Oracle ha rivisto al rialzo i propri piani, portandoli a 50 miliardi, mentre Tesla punta a raddoppiare la spesa fino a 20 miliardi di dollari.

Apple, pur investendo meno (13 miliardi), ha annunciato una partnership pluriennale con Google per integrare i modelli Gemini di AI, puntando a potenziare Siri e altre funzioni sui dispositivi.

Il mercato reagisce con entusiasmo ma anche con cautela.

L’entità dei piani spaventa alcuni investitori, soprattutto perché finanziata in parte con nuovo debito e con sospensioni dei programmi di riacquisto di azioni.

I buyback del settore tecnologico sono infatti crollati di oltre 12 miliardi rispetto all’anno precedente, mentre gli hyperscaler statunitensi si apprestano a prendere a prestito circa 400 miliardi di dollari, più del doppio rispetto al 2025.

In questo contesto, l’Europa fatica a tenere il passo.

Gli investimenti complessivi europei in infrastrutture cloud sovrane sono stimati in appena 11,5 miliardi di euro, marginali se confrontati con gli importi statunitensi.

Solo alcune realtà, come la francese Mistral AI, mostrano segnali di resistenza, con piani di investimento da 1 miliardo di euro e l’avvio di un grande data center in Svezia per garantire “calcolo sovrano” e alimentazione da fonti rinnovabili.

Il divario tra Stati Uniti ed Europa evidenzia come la corsa all’AI stia diventando sempre più una sfida tra bilanci e capacità finanziaria.

Mentre le big tech americane puntano a consolidare il primato globale nell’AI, l’Europa scommette su regolamentazione, investimenti mirati e partnership strategiche per ritagliarsi uno spazio in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dai grandi operatori globali.

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