di Tommaso Scandroglio
A volte vogliamo tutto e alla fine stringiamo in mano nulla.
Si punta all’ottimo, ma non riusciamo a raggiungere nemmeno il “meglio” o il “buono”.
Addirittura in alcuni casi ci troviamo in una situazione peggiore della precedente.
Pensiamo ad un padre di famiglia che riprende la figlia per ogni suo minimo errore perché desidera che sia perfetta, inappuntabile.
Alla fine la figlia cede all’esasperazione, si ribella al padre, volutamente non gli obbedisce più in nulla e fa esattamente sempre l’opposto di quanto lui le chiede di fare.
Si cerca l’ottimo, si ottiene il pessimo.
Virtù principe per evitare di fare il passo più lungo della gamba è la prudenza, che individua lo strumento migliore per ottenere, nella situazione data, il maggior bene possibile, che non coincide con l’ottimo.
Alcuni “ottimi”, ossia alcuni fini eccelsi, sono possibili per tutti gli uomini e quindi impossibili per nessuno: la santità.
Altri sono possibili solo per alcuni e quindi, a rovescio, impossibili per altri: vincere le Olimpiadi non è da tutti.
Da ultimo, altre finalità non sono possibili a nessuno e quindi impossibili a tutti, sono mete che rimarranno sempre irraggiungibili per chiunque: essere onnipotenti.
Dunque a volte l’impossibilità è legata alla singola persona, alle sue capacità personali.
Parliamo di impossibilità relativa: voler vincere la gara dei 100 metri alle Olimpiadi avendo 90 anni.
A volte l’impossibilità è invece legata alla natura umana.
Si può parlare di impossibilità assoluta.
Ad esempio voler essere onnipotenti è un fine impossibile da ottenere in quanto uomini.
È invece nella natura di Dio essere onnipotente.
In entrambi i casi possiamo dire che il mezzo non è in alcun modo adeguato al fine, sia che si parli di capacità naturali che personali.
In merito all’impossibilità relativa, potremmo precisare che il fine è umanamente in sé possibile, ma diventa concretamente impossibile da soddisfare per le modalità adottate: un fisico di un novantenne non è “mezzo” adatto a vincere le Olimpiadi.
Dunque esiste un fine per natura impossibile e un fine per natura possibile, ma a volte impossibile da soddisfare per i mezzi scelti.

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