Alla Conferenza dei Direttori degli 88 Istituti Italiani di Cultura, il ministro degli Esteri rilancia la diplomazia culturale come strumento economico e di pace. Marco Gioacchini ha rappresentato Sydney nella tre giorni dedicata alla promozione dell’Italia nel mondo
La cultura italiana non è soltanto patrimonio, identità e memoria, ma una vera infrastruttura economica e diplomatica capace di rafforzare la presenza del Paese nel mondo.
È il messaggio lanciato dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani durante la giornata conclusiva della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, svoltasi a Verona.
Alla tre giorni di incontri ha partecipato anche Marco Gioacchini, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney, insieme ai responsabili degli 88 Istituti e agli addetti culturali impegnati nelle sedi italiane all’estero.
Un appuntamento che ha permesso di confrontare esperienze, progetti e strategie per rafforzare la diffusione della lingua, della musica, del cinema, dell’editoria, dell’arte e dello stile di vita italiano.
«L’Italia è una superpotenza culturale»
Nel proprio intervento, Tajani ha ricordato che l’Italia non è una superpotenza militare, ma può essere considerata a pieno titolo una superpotenza culturale.
«La cultura rappresenta innanzitutto la nostra identità, ma è anche una straordinaria occasione di crescita economica per il Paese», ha dichiarato il ministro.
Per Tajani, la cultura italiana non può essere limitata ai libri, ai musei o alle arti visive. Comprende il modo di vivere, di parlare, di vestire, di cucinare e di accogliere.
È cultura anche la dieta mediterranea, il vino, l’enogastronomia, la musica popolare, le bande dei piccoli Comuni e le tradizioni religiose e civili che accompagnano da secoli la vita delle comunità italiane.
Il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura
Tajani ha definito gli Istituti Italiani di Cultura e i loro direttori fondamentali per rappresentare l’Italia nel mondo.
La rete degli IIC costituisce uno degli strumenti principali della diplomazia culturale italiana, capace di organizzare eventi, corsi di lingua, mostre, incontri letterari, rassegne cinematografiche e collaborazioni con università e istituzioni locali.
Il lavoro viene spesso svolto in contesti complessi e con risorse limitate, ma contribuisce in maniera decisiva alla promozione dell’immagine dell’Italia e alla creazione di nuovi rapporti economici, accademici e culturali.
La partecipazione del direttore dell’IIC Sydney, Marco Gioacchini, ha portato alla conferenza anche l’esperienza australiana, in un Paese nel quale la cultura italiana continua a godere di enorme interesse e nel quale vive una delle comunità italiane più importanti al mondo.
Cultura e crescita nella nuova Farnesina
Dal prossimo 1° gennaio entrerà in vigore la riforma del Ministero degli Esteri, che inserirà la cultura all’interno della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese e la Crescita.
La scelta, secondo Tajani, dimostra la volontà di unire in maniera più organica diplomazia, promozione economica e attività culturali.
«La cultura è la nostra identità, ma l’industria culturale è anche un eccezionale volano per l’economia», ha spiegato.
Musica, cinema, letteratura, arte, moda ed editoria non vengono quindi considerate settori separati dalla politica economica, ma componenti fondamentali dell’immagine e della competitività italiana.
Un settore da oltre 300 miliardi
Il ministro ha ricordato il peso economico dell’intero comparto culturale, che varrebbe circa 310 miliardi di euro, oltre il 15% della ricchezza nazionale, offrendo occupazione a circa un milione e mezzo di italiani.
L’industria culturale e creativa avrebbe inoltre generato circa 116 miliardi di valore aggiunto.
La maggior parte delle attività resta concentrata nelle aree urbane del Centro-Nord, ma Tajani ha sottolineato anche la crescente capacità del Mezzogiorno di sviluppare imprese, eventi e produzioni culturali.
Investire nella cultura significa quindi rafforzare l’occupazione, sostenere le imprese creative e promuovere nel mondo una parte essenziale dell’economia italiana.
La promozione della lingua italiana
Tra le priorità della Farnesina resta la diffusione della lingua italiana.
Tajani ha ricordato la prima edizione della Giornata della lingua e della cultura italiana, nata per far conoscere il Paese, creare aggregazione e generare valore anche dal punto di vista economico.
La lingua è uno dei principali strumenti attraverso cui l’Italia mantiene il legame con le proprie comunità all’estero e coinvolge le nuove generazioni di origine italiana.
In Australia, questo lavoro assume particolare importanza in un momento nel quale molte famiglie temono la progressiva perdita dell’italiano tra figli e nipoti.
Gli Istituti di Cultura, insieme alle scuole, alle associazioni e ai mezzi di informazione comunitari, possono svolgere un ruolo essenziale nel mantenere vivo questo patrimonio.
Dalla Collezione Farnesina alla musica popolare
La strategia del ministero comprende anche la promozione della Collezione Farnesina, indicata da Tajani come la più grande raccolta italiana di arte contemporanea.
Accanto alle arti visive, il governo intende valorizzare la musica leggera, le tradizioni popolari e le bande musicali dei piccoli Comuni.
Tajani ha ricordato l’immagine delle feste patronali, con la banda che precede la processione del santo lungo le strade del paese, come una delle espressioni più autentiche dell’identità italiana.
Si tratta di un patrimonio spesso considerato minore, ma capace di parlare direttamente alle comunità emigrate e ai loro discendenti.
Nasce “Italia 2027”
Durante la conferenza, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha presentato “Italia 2027”, definito il primo grande progetto di internazionalizzazione della musica italiana in Europa.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Rai, Ministero degli Esteri, Ministero della Cultura, Ministero del Turismo, Siae, Fimi e Assoconcerti.
Il progetto porterà un grande spettacolo di musica italiana in quattro capitali europee subito dopo la conclusione del Festival di Sanremo 2027.
Le tappe previste sono:
Parigi, il 23 febbraio all’Accor Arena;
Madrid, il 26 febbraio alla Movistar Arena;
Monaco di Baviera, il 1° marzo all’OlympiaHalle;
Londra, il 3 marzo alla OVO Wembley Arena.
I protagonisti di Sanremo in tournée
Al tour saranno invitati i vincitori del Festival di Sanremo 2027, il vincitore di Sanremo Giovani e altri artisti italiani che hanno partecipato al Festival o all’Eurovision Song Contest.
Potranno essere coinvolti anche importanti interpreti stranieri chiamati a rendere omaggio alla canzone italiana.
Gli artisti partiranno il 22 febbraio con un volo speciale da Milano Linate diretto a Parigi, accompagnati da organizzatori, collaboratori e giornalisti accreditati.
Secondo Mazzi, sarà il più grande spettacolo di musica italiana mai realizzato a livello internazionale.
Sanremo come modello di promozione
Il progetto prende ispirazione dalla capacità del Festival di Sanremo di unire musica, televisione, costume, turismo e promozione territoriale.
Il governo vuole trasformare quel modello in uno strumento permanente di politica culturale, portando i principali artisti italiani nei grandi spazi europei.
L’obiettivo non è soltanto aumentare la diffusione della musica italiana, ma anche stimolare il turismo verso il Paese e rafforzare il valore economico dell’intero settore creativo.
Una strategia che potrebbe in futuro estendersi anche oltre l’Europa e raggiungere mercati particolarmente ricettivi come l’Australia.
L’Italia ospite d’onore a Guadalajara
Tajani ha inoltre ricordato che l’Italia sarà ospite d’onore alla Fiera internazionale del libro di Guadalajara.
L’appuntamento rappresenterà una straordinaria occasione per promuovere l’editoria, gli autori e la lingua italiana davanti a centinaia di migliaia di visitatori.
Il settore editoriale italiano impiega circa 70.000 persone, vale oltre 3,2 miliardi di euro ed è il quarto più importante d’Europa e il sesto al mondo.
Il ministro ha assicurato il pieno sostegno della Farnesina e dell’ICE, chiedendo alla rete diplomatica e culturale presente in Messico di mobilitarsi affinché la partecipazione italiana diventi un successo.
Cultura come strumento di pace
Nel discorso di Verona, Tajani ha collegato la promozione culturale anche alla costruzione della pace.
«La cultura apre ponti, non li abbatte», ha affermato.
Il ministro ha annunciato una due giorni a Roma dedicata alla crisi mediorientale e alla prospettiva dei “due popoli, due Stati”, che verrà aperta insieme al ministro degli Esteri saudita.
Una delle sessioni sarà dedicata al dialogo interreligioso, riconosciuto come strumento fondamentale per superare conflitti, incomprensioni e contrapposizioni.
Per Tajani, la diplomazia culturale può raggiungere luoghi e comunità nei quali la sola politica tradizionale non riesce a intervenire.
Il ruolo dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney
La presenza di Marco Gioacchini alla conferenza conferma l’importanza dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney all’interno della rete internazionale della Farnesina.
In Australia, l’Istituto rappresenta un punto di riferimento per la promozione del cinema, della letteratura, dell’arte, della musica e della lingua italiana.
La sfida consiste ora nel coinvolgere non soltanto gli italiani di prima generazione, ma anche i giovani italo-australiani e il pubblico locale interessato alla cultura contemporanea del nostro Paese.
Il confronto con gli altri direttori potrà favorire nuove collaborazioni internazionali, scambi di artisti e iniziative capaci di inserire Sydney nei grandi progetti culturali annunciati dal governo.
Una rete che tiene unita l’Italia nel mondo
La Conferenza di Verona ha mostrato come la cultura possa diventare il punto d’incontro tra identità nazionale, diplomazia ed economia.
Gli 88 Istituti Italiani di Cultura costituiscono una presenza diffusa capace di raccontare l’Italia molto oltre i suoi confini.
Mostre, concerti, libri, corsi di lingua e rassegne cinematografiche non rappresentano soltanto eventi culturali. Creano relazioni, attirano visitatori, favoriscono esportazioni e rafforzano il prestigio del Sistema Paese.
Il messaggio conclusivo di Tajani è chiaro: l’Italia possiede una ricchezza culturale che nessun altro Paese può imitare. La sfida è trasformarla in una strategia coordinata, capace di produrre crescita e mantenere vivo il legame con le comunità italiane nel mondo.
