di Emanuele Esposito Il 4 marzo 1947 l’Assemblea Costituente avviò la discussione sul progetto della Costituzione della Repubblica italiana, preparato nei mesi precedenti dalla Commis sione dei 75. Uomini e donne provenienti da tradizioni politiche diverse si confrontarono con un obiettivo comune: dare al Paese una Carta capace di garantire libertà, diritti e istituzioni democratiche solide.
Non fu un semplice lavoro tecni co, ma un grande esercizio di re sponsabilità politica e civile. Tra gli interventi più intensi di quella giornata rimase quello del giurista Piero Calamandrei, che ricordò il valore della libertà parlamentare e della democrazia, conquistata con sacrifici e difesa con determinazione da chi ave va creduto nel futuro del Paese. La Costituzione italiana, ha ac compagnato per decenni la vita democratica del Paese. È il punto di riferimento della nostra Repub blica e il fondamento delle nostre istituzioni.
Ma proprio i padri costituenti sapevano che una Costituzione, per restare viva, deve poter evol vere. Non a caso la stessa Carta prevede la possibilità di essere modificata: l’articolo 138 della Costituzione stabilisce infatti il procedimento per le revisioni co stituzionali. Nel corso della storia repubbli cana la Costituzione è stata mo dificata più volte, perché le istitu zioni devono sapersi adattare ai cambiamenti della società. Per questo oggi il dibattito sulle riforme non dovrebbe essere letto come uno scontro ideologico, ma come parte naturale della vita de mocratica. Chi sceglie di votare SÌ lo fa con l’idea di rendere lo Stato più mo derno, più efficiente e più capace di rispondere alle esigenze dei cit tadini.

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