Dà fastidio quando l’Italia non dice ‘sì’ a tutti

La reazione scomposta di una parte dell’opposizione alle dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dice molto più della vicenda stessa. Ancora una volta, un atto di semplice chiarezza istituzionale viene trasformato in terreno di scontro politico, come se ogni posizione autonoma dell’Italia dovesse necessariamente essere filtrata attraverso la lente della polemica interna.

Meloni ha definito «inaccettabili» le accuse rivolte al Pontefice da parte del presidente americano Donald Trump. Un’espressione netta, ma perfettamente coerente con il ruolo di un capo di governo che tutela non soltanto le relazioni internazionali, ma anche il rispetto verso figure di rilevanza globale e religiosa. Eppure, invece di leggere questo gesto come un normale esercizio di autonomia politica, una parte della sinistra ha preferito gridare allo scandalo.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha parlato di «attacco al Paese» e della necessità di una condanna unanime. Ma proprio questa lettura rivela un’impostazione politica ormai automatica: ogni mossa del governo viene interpretata non per ciò che è, ma per ciò che può diventare sul piano della polemica.

Il paradosso è evidente. Da un lato si invoca continuamente la sovranità nazionale, dall’altro si critica chi quella sovranità la esercita, soprattutto quando non coincide con la narrazione dell’opposizione. Difendere il Papa dalle accuse di un leader straniero non significa isolare l’Italia, ma riaffermare un principio minimo di autonomia e di rispetto istituzionale.

In questo clima, la politica estera viene ridotta a un teatro permanente, dove ogni gesto viene misurato in termini di consenso interno. Ma la realtà internazionale è più complessa: richiede equilibrio, capacità di dialogo e anche la forza di assumere posizioni non scontate.

Il punto è la difficoltà di una parte del dibattito politico italiano ad accettare che l’Italia possa parlare con una voce propria, senza chiedere autorizzazioni preventive.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*