L’anno scorso ci ha lasciati il nostro amato direttore, Franco. Di tanto in tanto me ne ricordo, eppure mi sembra ancora che da un momento all’altro mi arrivi una mail con un bel cazziatone per non aver fatto questo o quell’altro… magari una mail a cui non avevo dato seguito oppure un articolo mai scritto che gli avevo promesso.
Già… promesse. Quelle che poco prima della sua dipartita alcuni di noi gli fecero. Gli promettemmo che avremmo fatto di tutto per continuare l’opera che a lui stava più a cuore e di assicurare che le persone a cui lui voleva bene avessero un minimo di dignità.
Franco diceva di non aver mai avuto fortuna con alcuni di cui pensava di potersi fidare. Prima o poi gli avrebbero mancato di rispetto. Ecco probabilmente il motivo per cui vivesse una vita solitaria.
Noi, ovviamente, finora crediamo di non avergli mancato di rispetto. Anzi, il suo sogno di un bisettimanale che potesse competere come qualità e servizio sembra essere divenuto una realtà. I lettori crescono, le associazioni ci sono grati per il servizio che diamo e, malgrado il nostro piccolo, ci facciamo notare.
Perfino chi per oltre un decennio ci ha ostacolato e disprezzato ora sembra aver compreso l’importanza di tenersi caro un mezzo d’informazione che riscuote un seguito non indifferente nella nostra comunità e nelle istituzioni, tanto italiane quanto australiane.
Ci sono poi altri a cui Franco teneva particolarmente e a cui ha voluto bene. Persone per le quali Franco si arrabbiava, si preoccupava, si esponeva. E forse proprio per questo oggi mi domando quanto di ciò che avevamo promesso a Franco stiamo davvero facendo.
Perché le promesse, quando vengono fatte davanti a una persona che sta per andarsene, sembrano facili. Poi la vita riprende il suo corso e le priorità cambiano. Le persone cambiano. E, qualche volta, per taluni, cambiano anche le promesse che non si erano mai fatte veramente, ma solo per secondi fini.
Chissà, magari un giorno arriverà davvero quella mail. Poche parole, una delle sue solite tirate d’orecchi e, alla fine, quel modo tutto suo di farci capire che aveva ragione.
Spero soltanto che, quando arriverà, avremo qualcosa di cui rendergli conto senza dover abbassare gli occhi.
