Partenza in salita?

Secondo le ultime indiscrezioni, non starebbe nascendo sotto una buona stella l’unica lista in corsa per il rinnovo del Comites di Sydney. Quella che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe presentarsi come la lista “dei migliori”, starebbe già facendo emergere qualche malumore.

Alcuni candidati avrebbero manifestato perplessità sull’organizzazione del gruppo e, in particolare, sull’operato della candidata a presidente, Lisa Genovese. A suscitare discussioni sarebbe stata anche l’attivazione di una chat WhatsApp, nella quale sarebbero emerse difficoltà nella comunicazione in lingua italiana.

Una circostanza che, se confermata, potrebbe apparire quantomeno curiosa per chi si propone di rappresentare la comunità italiana. Il Comites, infatti, non è soltanto un organismo consultivo, ma un punto di riferimento nei rapporti tra cittadini, associazioni e istituzioni italiane. La padronanza e la capacità di comunicare con chiarezza nella nostra lingua dovrebbero dunque rappresentare requisiti non negoziabili.

Ma il clima che si respira, stando alle voci raccolte, non sembrerebbe quello di una squadra perfettamente coesa e pronta ad affrontare una nuova stagione di impegno istituzionale. E dietro le quinte, secondo i soliti bene informati, il nome sarebbe ancora una volta quello dell’ex presidente Luigi Di Martino, presunto regista della lista.

Una presenza che, a quanto pare, continuerebbe a esercitare una non proprio gradita influenza sulle dinamiche della rappresentanza italiana a Sydney. Un atteggiamento che, letto alla luce delle attuali indiscrezioni, potrebbe assumere interpretazioni diverse, anche a seguito di una telefonata dai toni “forti” sarebbe stata registrata, con candidati minacciati di essere depennati dalla corsa nel caso in cui non si allineino con le direttive dall’alto.

Per ora, la lista dei “migliori” sembra dunque avere già qualche conto da regolare al proprio interno. Per accedere alla competizione, alla lista servono 200 firme di sottoscrittori. C’è da chiedersi quali connazionali saranno davvero entusiasti di apporre la loro firma per una lista che, almeno stando alle indiscrezioni, sembra avere già qualche serio problema di coesione.