Meloni e Frederiksen unite sulla linea dura: «No all’immigrazione incontrollata»

Italia e Danimarca lanciano un messaggio comune all’Europa mentre la crisi di Ceuta riaccende lo scontro su frontiere, sicurezza e rimpatri

Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno lanciato un messaggio congiunto all’Europa contro quella che definiscono “immigrazione incontrollata”, chiedendo politiche più rigide, centri di rimpatrio nei Paesi terzi e maggiore tutela della sicurezza interna. 

L’iniziativa arriva nel pieno della crisi di Ceuta, dove tra il 30 e il 31 luglio decine di migliaia di persone hanno superato i confini terrestri e marittimi con il Marocco, provocando una dura risposta politica tra Roma e Madrid. L’Italia ha reintrodotto temporaneamente controlli verso la Spagna, mentre Madrid ha risposto con verifiche sui viaggiatori provenienti dall’Italia. 

Meloni e Frederiksen: «Servono azioni concrete»

Le due premier, pur provenendo da tradizioni politiche differenti, hanno sottolineato di condividere la necessità di difendere sicurezza, valori europei e coesione sociale.

Nel loro messaggio sostengono che l’immigrazione irregolare possa esercitare pressione sui servizi pubblici, sulla sicurezza e sulla fiducia dei cittadini, e chiedono che chi sceglie di vivere in Europa rispetti le leggi e i valori dei Paesi ospitanti. 

Tra le proposte indicate vi è la creazione di centri di rimpatrio fuori dall’Unione europea, insieme ad altre soluzioni considerate innovative per gestire i flussi migratori.

Ceuta resta il cuore della crisi

La situazione nell’exclave spagnola continua intanto a essere estremamente delicata.

Migliaia di residenti sono scesi in piazza chiedendo risposte a Madrid e Bruxelles. Secondo gli organizzatori, oltre 10.000 persone hanno partecipato alla manifestazione, mentre la polizia ha stimato poco più di 5.000 presenze. 

Parallelamente, il bilancio delle vittime legate agli arrivi via mare è salito. Le autorità spagnole hanno recuperato 83 corpi, mentre un’associazione marocchina per i diritti umani ha riferito di altri 59 morti sul versante marocchino, portando il totale indicato nel documento a 142. 

Il dossier sul rischio terrorismo

Ad aumentare la tensione contribuisce anche un rapporto di intelligence riportato nel documento, secondo cui il rischio di infiltrazioni jihadiste sarebbe considerato concreto e alcune campagne social starebbero favorendo nuovi tentativi di attraversamento verso Ceuta.

Il dossier parlerebbe di gruppi online usati anche da trafficanti di esseri umani e di una possibile regia organizzata, senza però attribuirla, al momento, a un soggetto specifico. 

Scontro tra Roma e Madrid

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la decisione italiana di sospendere temporaneamente Schengen verso la Spagna, sostenendo che si tratti di una misura precauzionale e reversibile una volta cessato il rischio di movimenti secondari. 

Madrid, invece, sostiene che la crisi sia rimasta circoscritta a Ceuta e che l’area Schengen non sia stata compromessa. 

Anche Berlino riapre il fronte migranti

Nel frattempo si apre anche un nuovo contenzioso con la Germania.

Secondo quanto riportato nel documento, Berlino avrebbe intenzione di applicare con maggiore rigore le regole europee sui cosiddetti “dublinanti”, rimandando in Italia alcuni richiedenti asilo arrivati precedentemente attraverso il territorio italiano. 

Il Viminale, però, contesta parte di questa ricostruzione e sostiene che per molti casi precedenti al 12 giugno 2026 gli obblighi sarebbero stati azzerati da accordi specifici. 

L’immigrazione torna al centro della politica europea

La crisi di Ceuta sta quindi trasformando una questione locale in un nuovo test per l’intera Unione europea.

Meloni e Frederiksen cercano di costruire un asse politico sulla sicurezza e sul controllo delle frontiere, mentre Spagna, Italia e Germania si confrontano su Schengen, rimpatri e movimenti secondari.

Il punto vero è che l’immigrazione torna a essere uno dei temi capaci di ridisegnare alleanze, divisioni e campagne elettorali in Europa.

E la battaglia, questa volta, non si gioca soltanto alle frontiere.

Si gioca soprattutto su quale modello di Europa governi il fenomeno: più aperto, più restrittivo o capace di trovare un equilibrio tra sicurezza, legalità e tutela dei diritti.

Meta description: Meloni e Frederiksen lanciano una linea comune contro l’immigrazione incontrollata mentre la crisi di Ceuta alimenta tensioni tra Italia, Spagna e Germania.