Diana Bianchedi capodelegazione degli Azzurri, il CONI apre verifiche: la FIGC replica «Tutto regolare»

La nomina dell’ex schermitrice e attuale vicepresidente vicaria del CONI diventa un caso istituzionale. Il Comitato olimpico valuta opportunità e possibili incompatibilità, mentre la Federazione esclude conflitti di interessi

La nomina di Diana Bianchedi a capodelegazione della Nazionale italiana di calcio ha aperto un nuovo fronte tra CONI e FIGC.

Dopo le tensioni legate alla scelta del commissario tecnico e le dimissioni del direttore tecnico Maldini e dell’advisor Leonardo, la decisione di affidare a Bianchedi il nuovo incarico ha acceso un confronto sulla compatibilità tra il ruolo federale e quello che l’ex schermitrice ricopre attualmente come vicepresidente vicaria del Comitato olimpico.

Il CONI ha infatti avviato verifiche su eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità.

Il nodo del doppio incarico

Per il Comitato olimpico, il punto da chiarire è se Bianchedi possa contemporaneamente mantenere il proprio ruolo nella Giunta nazionale del CONI e accompagnare la Nazionale di calcio come capodelegazione.

La FIGC ha però respinto l’ipotesi di un conflitto.

Secondo la Federazione, non esisterebbe alcuna norma statale o statutaria che vieti espressamente la contemporaneità dei due incarichi.

La FIGC sostiene inoltre che il ruolo affidato a Bianchedi abbia natura prevalentemente istituzionale e di rappresentanza, e che quindi non configuri il conflitto di interessi permanente richiamato dallo statuto del CONI.

Una nomina dal forte valore simbolico

Bianchedi è la prima donna a ricoprire questo incarico.

Ex schermitrice, ha conquistato l’oro olimpico a squadre nel fioretto femminile a Barcellona 1992 e Sydney 2000, costruendo poi una lunga carriera dirigenziale nel mondo dello sport.

Nel presentarla, Giovanni Malagò ne ha sottolineato il prestigio internazionale, il percorso accademico e manageriale e l’esperienza maturata anche ai vertici dell’organizzazione di Milano Cortina.

La scelta è stata letta anche come un tentativo di aprire maggiormente il calcio italiano verso il resto del movimento sportivo nazionale.

Le polemiche sui social

Le contestazioni sono però arrivate quasi subito.

Sui social è stata sottolineata soprattutto la vicinanza di Bianchedi a Malagò, elemento che ha alimentato critiche sulla scelta.

A quel punto il CONI, già informato dalla FIGC prima dell’annuncio, ha comunicato di aver attivato gli uffici e gli organismi competenti per verificare la correttezza dell’incarico.

La risposta federale è stata netta: nessun conflitto di interessi e nessuna incompatibilità prevista dalle norme.

Un nuovo terreno di scontro

La vicenda rischia così di trasformare una nomina pensata per dare stabilità e prestigio alla Nazionale in un ulteriore caso politico-sportivo.

Da una parte il CONI vuole tutelare la propria Giunta e verificare formalmente ogni possibile sovrapposizione.

Dall’altra la FIGC considera la questione già chiusa sul piano normativo.

Ora saranno le verifiche interne del Comitato olimpico a stabilire se il doppio ruolo di Diana Bianchedi possa proseguire senza conseguenze.