MELONI ALLE CAMERE: SCONTRO TOTALE SULL’EUROPA, “NO AL FEDERALISMO E NO A BUROCRATI SENZA CONTROLLO”

Difesa della sovranità nazionale, stop a un’Europa sempre più centralizzata e critica verso una burocrazia comunitaria considerata troppo distante dai cittadini. Sono stati questi i punti centrali dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il dibattito parlamentare in vista del prossimo Consiglio Europeo di Bruxelles.

Una giornata ad alta tensione politica che ha visto la premier confrontarsi duramente con le opposizioni, respingendo le accuse sul fronte economico e rilanciando la linea del governo sui principali dossier europei.

Nel corso delle comunicazioni alle Camere, Meloni ha ribadito la propria visione dell’Unione Europea, prendendo nettamente le distanze da qualsiasi ipotesi di evoluzione federale.

“Il futuro dell’Europa non è un’Europa federale”, ha affermato la presidente del Consiglio, sostenendo invece un modello fondato sulla cooperazione tra Stati sovrani e sulla valorizzazione degli interessi nazionali.

La premier ha inoltre difeso il mantenimento del principio dell’unanimità nelle decisioni europee più importanti, contestando l’idea che l’abolizione del diritto di veto possa rappresentare una soluzione ai problemi dell’Unione.

Secondo Meloni, Bruxelles dovrebbe concentrarsi sui grandi temi strategici evitando di estendere eccessivamente il proprio raggio d’azione attraverso strutture amministrative che, a suo giudizio, rischiano di allontanarsi dal controllo democratico.

Sul fronte internazionale la presidente del Consiglio ha confermato il sostegno italiano alla sicurezza europea e all’Alleanza Atlantica, sottolineando tuttavia come gli investimenti nella difesa debbano guardare soprattutto all’innovazione tecnologica, alla cybersicurezza e alla protezione delle infrastrutture strategiche.

Spazio anche alla questione energetica. Rispondendo alle critiche delle opposizioni, Meloni ha difeso la strategia adottata dall’Italia dopo la riduzione della dipendenza dal gas russo, sostenendo che la diversificazione delle fonti energetiche stia rafforzando la sicurezza nazionale.

I momenti più accesi della giornata sono arrivati durante il confronto con i leader dell’opposizione.

Matteo Renzi ha accusato il governo di aver aumentato la pressione fiscale rispetto alle promesse elettorali, definendo la premier “Lady Tax”. Meloni ha replicato rivendicando le riforme fiscali introdotte dall’esecutivo e sostenendo che l’aumento del gettito sia legato principalmente alla crescita dell’occupazione.

Nella parte finale del dibattito la presidente del Consiglio ha rivolto un duro attacco al Partito Democratico, ricordando i lunghi periodi trascorsi al governo dal centrosinistra e mettendo al centro il tema della legittimazione popolare.

La maggioranza ha accolto con applausi le conclusioni della premier, mentre le opposizioni hanno accusato il governo di aver trasformato un confronto sulle politiche europee in uno scontro politico interno.

Il dibattito conferma come il tema del futuro dell’Unione Europea resti uno dei principali terreni di confronto tra governo e opposizioni, con visioni profondamente diverse sul ruolo degli Stati nazionali, sulla governance comunitaria e sulle prospettive dell’integrazione europea.

Fonte: resoconti parlamentari Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.