Papa Leone XIV torna all’Angelus dopo l’operazione: «Ho sentito davvero il vostro sostegno». Ripresa graduale delle attività

Allora! Online – Redazione

Un lungo applauso ha accolto Papa Leone XIV al suo ritorno alla finestra del Palazzo Apostolico. Cinque giorni dopo l’intervento chirurgico per un adenocarcinoma al polmone destro e a meno di ventiquattr’ore dalle dimissioni dal Policlinico Gemelli, il Pontefice ha ringraziato i fedeli, i medici e gli infermieri. «Questa esperienza mi ha avvicinato a chi soffre». Confermato il programma di recupero, mentre resta in calendario il viaggio in America Latina previsto per novembre.

Un applauso caloroso e prolungato ha salutato il ritorno di Papa Leone XIV alla finestra del Palazzo Apostolico per la tradizionale recita domenicale dell’Angelus in piazza San Pietro.

A cinque giorni dall’intervento chirurgico al polmone destro e il giorno successivo alle dimissioni dal Policlinico Universitario Agostino Gemelli, il Pontefice è tornato a incontrare pubblicamente i fedeli, mostrando segnali incoraggianti di ripresa.

La piazza era gremita di pellegrini, religiosi e visitatori, riuniti per ascoltare le prime parole pubbliche del Santo Padre dopo l’operazione.

Leone XIV, apparso sorridente e visibilmente commosso dall’accoglienza, ha letto il testo dell’Angelus con un ritmo leggermente più lento del consueto, ma senza particolari esitazioni.

Al termine della preghiera ha rivolto un ringraziamento personale alle migliaia di persone che gli hanno manifestato affetto e vicinanza durante il ricovero.

«Desidero ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno pregato per me. Ho sentito davvero il vostro sostegno! Grazie!».

Parole semplici, pronunciate davanti a una folla che ha accompagnato il suo ritorno con un nuovo applauso.

Il ringraziamento ai medici e agli infermieri del Gemelli

Il Pontefice ha dedicato un pensiero particolare al personale sanitario che lo ha assistito durante il ricovero.

Ha espresso riconoscenza ai medici, agli infermieri e a tutti gli operatori del Policlinico Gemelli, sottolineando l’importanza dell’assistenza ricevuta durante una fase delicata della propria salute.

La gratitudine del Papa ha assunto un significato particolarmente personale dopo l’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto martedì 13 ottobre.

Il rapporto con il personale sanitario, la permanenza in ospedale e l’esperienza diretta della vulnerabilità fisica sono diventati anche un’occasione di riflessione sul valore umano della cura.

«Questa esperienza mi ha avvicinato ai malati»

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Leone XIV ha riguardato la condizione di quanti convivono con la malattia.

Il Papa ha spiegato che il ricovero gli ha consentito di sperimentare in maniera ancora più personale la vicinanza a coloro che affrontano situazioni di sofferenza e infermità.

Un messaggio che richiama uno dei temi centrali della sensibilità pastorale della Chiesa: la dignità della persona malata e il valore della solidarietà.

La malattia, nelle parole del Pontefice, non viene presentata soltanto come una condizione fisica, ma anche come un’esperienza umana che può rafforzare la capacità di comprendere le difficoltà degli altri.

Per Leone XIV, il ritorno all’Angelus ha rappresentato quindi non soltanto la ripresa di un appuntamento pubblico, ma anche l’occasione per condividere un’esperienza personale con i fedeli.

L’intervento per un adenocarcinoma al polmone destro

Il Pontefice, 71 anni, era stato ricoverato martedì 13 ottobre al Policlinico Gemelli per sottoporsi alla rimozione chirurgica di un tumore maligno al polmone destro.

L’intervento si era reso necessario dopo l’individuazione di un nodulo durante alcuni controlli medici di routine.

La diagnosi comunicata è quella di adenocarcinoma polmonare, una forma di tumore che origina dalle cellule ghiandolari del tessuto polmonare.

L’équipe chirurgica guidata dal professor Stefano Margaritora ha eseguito l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro.

L’operazione si è conclusa senza complicazioni immediate, consentendo un decorso postoperatorio favorevole.

La diagnosi precoce e la localizzazione della lesione rappresentano elementi clinici importanti, ma la valutazione definitiva delle prospettive terapeutiche dipenderà anche dagli esami istologici e dai successivi controlli specialistici.

Dimesso in anticipo, il Papa lascia l’ospedale a piedi

Il recupero del Pontefice ha consentito ai medici di autorizzare le dimissioni già sabato 17 ottobre, dopo circa cinque giorni di ricovero.

Prima del rientro in Vaticano, Leone XIV è stato sottoposto a esami del sangue e a un controllo radiologico del torace.

I risultati, insieme alla valutazione complessiva delle condizioni cliniche, hanno permesso all’équipe medica di giudicarlo idoneo alla dimissione.

Il bollettino sanitario è stato firmato dal medico personale Luigi Carbone e dal professor Stefano Margaritora.

All’uscita dal Policlinico Gemelli, il Papa ha attraversato a piedi l’area antistante l’ospedale, salutando con la mano i fedeli, il personale sanitario e le persone radunate per manifestargli solidarietà.

Un’immagine che ha suscitato sollievo tra quanti avevano seguito con attenzione le notizie relative all’operazione.

Il ritorno alla finestra dove aveva annunciato la malattia

Il ritorno all’Angelus assume anche un valore simbolico.

Proprio dalla finestra del Palazzo Apostolico, domenica 11 ottobre, Leone XIV aveva annunciato pubblicamente la scoperta di un nodulo al polmone e la necessità di sottoporsi a un intervento chirurgico.

In quell’occasione aveva spiegato di aver accolto il consiglio dei medici e di aver deciso di procedere senza ritardi.

A distanza di una settimana, lo stesso luogo è diventato il simbolo del suo ritorno alle attività pubbliche.

L’immagine del Pontefice nuovamente affacciato su piazza San Pietro ha rappresentato un momento particolarmente significativo per i fedeli, dopo giorni di preoccupazione e preghiera.

«Riprenderò gradualmente le mie attività»

Leone XIV ha confermato che il ritorno agli impegni pontifici avverrà in maniera progressiva.

Il Papa ha spiegato che, superata la fase più delicata, intende riprendere gradualmente il proprio lavoro, nel rispetto delle indicazioni mediche.

La programmazione degli appuntamenti continuerà quindi a essere adattata alle esigenze della convalescenza.

La ripresa delle attività non significa che il percorso postoperatorio sia concluso: il recupero dopo un intervento polmonare richiede infatti controlli e un progressivo ritorno alle normali attività.

L’obiettivo è conciliare le responsabilità pastorali e istituzionali del Pontefice con la necessità di completare il recupero fisico.

Viaggio in America Latina ancora in programma

Rimane intanto confermata, salvo eventuali modifiche, la visita pastorale in America Latina prevista dal 6 al 17 novembre.

Il viaggio riveste particolare importanza per Leone XIV, soprattutto per il legame personale con il Perù, Paese nel quale ha svolto per molti anni il proprio ministero pastorale.

Secondo le prime valutazioni comunicate dall’équipe medica, non emergono attualmente impedimenti clinici tali da escludere il viaggio.

La possibilità di affrontare gli spostamenti internazionali sarà comunque valutata in relazione all’evoluzione del recupero e agli accertamenti ancora necessari.

Un ruolo importante avranno anche i tempi di ripresa e l’organizzazione degli impegni previsti durante la visita.

L’attesa per i risultati degli esami istologici

Nonostante il decorso favorevole, rimangono alcuni passaggi clinici da completare.

Tra questi figurano le analisi istologiche del tessuto rimosso durante l’intervento, indispensabili per una valutazione più dettagliata della malattia.

Gli esiti contribuiranno a definire l’eventuale necessità di ulteriori controlli o trattamenti.

I medici hanno espresso soddisfazione per la ripresa postoperatoria, ma sarà importante distinguere il buon recupero chirurgico dalla valutazione oncologica complessiva.

La Santa Sede continuerà a comunicare le informazioni ritenute appropriate nel rispetto della riservatezza sanitaria del Pontefice.

Un messaggio di vicinanza a chi soffre

L’Angelus di domenica 18 ottobre resterà un momento particolare nel pontificato di Leone XIV.

Dopo aver annunciato pubblicamente la malattia, affrontato l’intervento e superato la prima fase della convalescenza, il Papa ha scelto di tornare davanti ai fedeli con un messaggio di riconoscenza.

Non ha insistito soltanto sulle proprie condizioni di salute, ma ha rivolto lo sguardo alle persone che vivono quotidianamente la sofferenza.

Il ringraziamento ai sanitari e il richiamo alla vicinanza verso i malati hanno dato al suo intervento una dimensione umana oltre che spirituale.

Papa Leone XIV è tornato alla finestra del Palazzo Apostolico cinque giorni dopo l’operazione, accolto dall’affetto di migliaia di fedeli. La ripresa procede favorevolmente, mentre il Pontefice si prepara a tornare gradualmente ai propri impegni.

E nel suo primo messaggio pubblico dopo l’intervento ha voluto lasciare soprattutto un pensiero di gratitudine: a chi lo ha curato, a chi ha pregato per lui e a tutte le persone che, ogni giorno, affrontano il peso della malattia.