Australia prepara la visita di Papa Leone XIV nel 2028: lavori diplomatici già avviati per Sydney

L’Australia sta preparando il terreno per una possibile visita di Papa Leone XIV nel 2028, in occasione dell’International Eucharistic Congress in programma a Sydney nel settembre di quell’anno. L’invito ufficiale è già stato rivolto dal primo ministro Anthony Albanese e dai vertici della Chiesa cattolica australiana, ma restano da definire molti aspetti diplomatici, logistici e organizzativi. L’ambasciatore australiano presso la Santa Sede, Keith Pitt, ha confermato a Roma che il lavoro è in corso.

L’Australia punta a riportare un Papa nel Paese vent’anni dopo l’ultima visita pontificia.

A confermare che i preparativi sono già entrati in una fase concreta è stato Keith Pitt, ambasciatore australiano presso la Santa Sede, intervenuto a Roma davanti a un gruppo di giornalisti internazionali.

L’obiettivo è creare tutte le condizioni necessarie affinché Papa Leone XIV possa partecipare all’International Eucharistic Congress di Sydney, previsto per settembre 2028.

L’invito ufficiale è stato già esteso dal primo ministro Anthony Albanese e dai leader della Chiesa cattolica australiana.

Pitt: «Non siamo ancora pronti, ma lo saremo»

L’ambasciatore ha mantenuto un tono prudente sullo stato dei lavori.

«Siamo pronti adesso? Non ancora, ma certamente lo saremo», ha dichiarato.

Il messaggio è chiaro: la visita non può ancora essere considerata definitivamente confermata, ma il governo australiano e la Chiesa stanno già lavorando sul piano diplomatico e organizzativo.

Pitt ha ricordato che Sydney dispone dell’esperienza necessaria per ospitare un evento di questa portata.

L’ultima visita papale in Australia risale infatti al luglio 2008, quando Papa Benedetto XVI arrivò a Sydney per la Giornata Mondiale della Gioventù.

Il Congresso Eucaristico torna a Sydney

L’International Eucharistic Congress è uno dei grandi appuntamenti della Chiesa cattolica mondiale.

Riunisce clero, religiosi e fedeli laici attorno alla celebrazione dell’Eucaristia e alla testimonianza pubblica della fede cattolica.

L’Australia ha già ospitato il Congresso in due occasioni.

Sydney accolse la 29ª edizione nel 1928, la prima celebrata nell’emisfero australe. L’evento si concluse con una grande processione che portò oltre 500.000 persone nelle strade della città fino alla St Mary’s Cathedral.

Nel 1973 fu invece Melbourne a ospitare la 40ª edizione.

Il ritorno del Congresso a Sydney nel 2028 avrebbe quindi anche un forte valore storico, esattamente cento anni dopo il primo appuntamento nella città.

Una possibile visita con grande impatto nazionale

Una visita di Papa Leone XIV avrebbe inevitabilmente una dimensione che andrebbe oltre l’evento religioso.

Richiederebbe una complessa organizzazione tra governo federale, New South Wales, autorità locali, Chiesa cattolica, forze di sicurezza e diplomazia vaticana.

Trasporti, sicurezza, eventi pubblici, incontri istituzionali e spostamenti del Pontefice dovranno essere definiti soltanto dopo l’eventuale conferma formale del viaggio.

Per questo Pitt ha sottolineato che resta ancora molto lavoro dietro le quinte.

Il ruolo dell’ambasciatore presso la Santa Sede

Keith Pitt, ex ministro federale e già deputato del National Party per Hinkler, nel Queensland, è stato nominato ambasciatore presso la Santa Sede nel febbraio 2025.

Il suo insediamento fu condizionato dalla malattia e successivamente dalla morte di Papa Francesco.

Pitt ha poi presentato le proprie credenziali a Papa Leone XIV nel giugno 2025.

Intervenendo al seminario romano, l’ambasciatore ha anche sottolineato come il ruolo della Chiesa cattolica vada oltre la dimensione strettamente religiosa, richiamandone la presenza nel sociale, nell’educazione, nell’assistenza e nelle relazioni internazionali.

Il confronto con i giornalisti internazionali

Pitt è intervenuto davanti a circa 30 giornalisti provenienti da 18 Paesi, riuniti per il seminario “Church Up Close – Covering Catholicism in the Age of Leo XIV”, organizzato presso la Pontificia Università della Santa Croce.

L’incontro ha offerto l’occasione per fare il punto sui rapporti tra Australia e Santa Sede e, soprattutto, sulla possibilità della visita papale del 2028.

Ora serve la conferma ufficiale

Il passaggio decisivo sarà naturalmente la conferma da parte del Vaticano.

L’invito esiste, i preparativi diplomatici sono in corso e Sydney dispone già di una forte esperienza nell’organizzazione di grandi eventi cattolici.

Ma il calendario definitivo e l’eventuale programma della visita restano da stabilire.

Se Papa Leone XIV accetterà l’invito, Sydney tornerebbe ad accogliere un Pontefice vent’anni dopo Benedetto XVI e lo farebbe in occasione di un Congresso Eucaristico che, nel 2028, celebrerà anche il centenario della storica edizione del 1928.