Nuovo sondaggio rivela scarsa conoscenza dei segnali F.A.S.T.
Impara a riconoscere i segni di un ictus
- F – Face (Volto): la bocca è storta o il volto appare cadente?
- A – Arms (Braccia): la persona riesce a sollevare entrambe le braccia?
- S – Speech (Linguaggio): il linguaggio è confuso, biascicato o difficile da comprendere?
- T – Time (Tempo): il tempo è cruciale. Chiama immediatamente lo 000.
Se noti uno qualsiasi di questi segnali, agisci rapidamente e chiama subito i servizi di emergenza.
Un nuovo sondaggio nazionale rivela che le comunità multiculturali in Australia sono maggiormente esposte al rischio di subire conseguenze gravi da un ictus a causa della limitata conoscenza dei segnali di allarme e dell’importanza di una risposta immediata.
Il sondaggio F.A.S.T. 2025 della Stroke Foundation, che ha coinvolto circa 5.000 adulti in tutto il Paese, evidenzia come le persone che parlano una lingua diversa dall’inglese a casa (LOTE – Language Other Than English) abbiano una minore familiarità con i sintomi dell’ictus e con i principali fattori di rischio modificabili, tra cui ipertensione, fumo, sovrappeso e inattività fisica.
I dati mostrano che soltanto il 21% dei partecipanti LOTE è stato in grado di identificare almeno due segnali del protocollo F.A.S.T., rispetto al 39% degli intervistati di lingua inglese.
Ancora più preoccupante è il dato relativo alla risposta in caso di emergenza: meno di due terzi dei partecipanti LOTE, pari al 61%, hanno dichiarato che chiamerebbero immediatamente il numero di emergenza 000 in presenza di un ictus, la percentuale più bassa registrata tra tutti i gruppi analizzati.
Il sondaggio evidenzia inoltre che oltre un terzo degli intervistati non ha visto alcuna campagna informativa sull’ictus nella propria lingua nel corso dell’ultimo anno, nonostante questa patologia rappresenti una delle principali cause di disabilità in Australia.
«Questi dati dimostrano l’urgenza di sviluppare interventi educativi culturalmente appropriati e disponibili nelle lingue che le persone comprendono meglio», ha dichiarato la CEO della Stroke Foundation, Dr Lisa Murphy.
«Troppi membri delle comunità linguisticamente diverse non conoscono i segnali dell’ictus e non sono preparati a chiamare un’ambulanza. Ogni minuto perso significa la morte di circa 1,9 milioni di cellule cerebrali e può fare la differenza tra la sopravvivenza, una disabilità permanente o la morte.»
Per affrontare questa situazione, la Stroke Foundation continuerà a investire in materiali informativi multilingue basati sul programma F.A.S.T., collaborazioni con organizzazioni culturali e iniziative guidate direttamente dalle comunità locali.
L’obiettivo è garantire che nessuno perda l’opportunità di sopravvivere e recuperare da un ictus semplicemente per mancanza di informazioni.
La campagna F.A.S.T. ricorda a tutti l’importanza di riconoscere rapidamente i sintomi:
F – Face: il volto è cadente?
A – Arms: la persona riesce a sollevare entrambe le braccia?
S – Speech: il linguaggio è confuso o incomprensibile?
T – Time: chiamare immediatamente lo 000.
Quando si tratta di ictus, ogni secondo conta.

Be the first to comment