Fratelli Esposito, dal campetto di Castellammare al sogno azzurro: due carriere, una famiglia

Sebastiano e Francesco Pio si ritrovano per la prima volta insieme nella Nazionale maggiore. Alle loro spalle, le giovanili dell’Inter, la gavetta e il legame con Salvatore: una storia di calcio cresciuta in famiglia.

Per Sebastiano e Francesco Pio Esposito, ritrovarsi a Coverciano significa portare dentro la Nazionale un’intesa nata molto prima del professionismo. È il loro primo raduno insieme con l’Italia maggiore: Sebastiano aspetta l’esordio, mentre Pio arriva con nove presenze e cinque gol. Il prossimo traguardo è condividere anche il campo in una partita degli azzurri.

«Sicuramente l’emozione è tanta e non vediamo l’ora di giocare», racconta Sebastiano. La sua ricetta per affrontare questa esperienza è conservare un po’ di leggerezza: «Abbiamo la fortuna entrambi di avere un pizzico di incoscienza che ci aiuterà. Dovremmo essere spensierati perché saranno quattro partite tutte importanti».

Francesco Pio guarda invece alle possibilità di crescita con Roberto Mancini: «È stato un grande attaccante anche lui, sicuramente ci può dare tantissimi suggerimenti sul ruolo e indicazioni tecniche». Due fratelli, due attaccanti e la stessa voglia di imparare, dopo percorsi che hanno seguito tempi e strade differenti.

La loro storia comincia a Castellammare di Stabia. Sebastiano nasce il 2 luglio 2002, Francesco Pio il 28 giugno 2005. Il pallone entra presto nella vita della famiglia, con un padre, Agostino, che ha giocato a calcio e accompagna i figli nei primi passi. Nel 2011 il trasferimento porta i ragazzi in Lombardia e nel settore giovanile del Brescia; nel 2014 arriva il passaggio all’Inter.

Agostino e mamma Flavia restano punti di riferimento anche quando arrivano i contratti, le convocazioni e le prime responsabilità. Nel racconto dei due attaccanti, il sostegno dei genitori è una presenza costante, insieme al rapporto con il fratello maggiore Salvatore.

Sebastiano è quello che si affaccia prima sul grande palcoscenico nerazzurro. Nel marzo 2019, a sedici anni, debutta in Europa League contro l’Eintracht Francoforte. Nella stagione successiva arrivano le prime presenze in Champions League e in Serie A: passaggi rapidissimi per un ragazzo ancora impegnato a completare la propria formazione.

La serata che lo presenta al grande pubblico è quella contro il Genoa, il 21 dicembre 2019. Alla prima partita da titolare in Serie A, Romelu Lukaku gli lascia calciare un rigore. Sebastiano segna a diciassette anni, poi a fine gara abbraccia la madre. L’Inter ricorda quel gol come quello del suo secondo marcatore più giovane in campionato, alle spalle di Mario Corso. È un momento di felicità familiare dentro una partita che sembra spalancargli ogni possibilità.

Il seguito richiede pazienza. Comincia una lunga successione di prestiti: SPAL, Venezia, Basilea, Anderlecht, Bari e Sampdoria. Con il Venezia conquista la promozione in Serie A; in Svizzera e Belgio si confronta con ambienti e campionati diversi; a Bari raggiunge la finale dei playoff. Ogni trasferimento comporta nuovi compagni, un altro allenatore e un posto da conquistare.

Alla Sampdoria chiude l’annata 2023-24 con sei reti tra tutte le competizioni. Il ritorno stabile nel massimo campionato passa poi dall’Empoli: nella stagione successiva firma dieci gol complessivi tra Serie A e Coppa Italia. La continuità arriva attraverso un percorso molto più lungo di quanto l’esordio precocissimo potesse far immaginare.

Seguono il Cagliari, dove contribuisce alla salvezza con otto gol e sei assist, e il trasferimento al Sassuolo nell’estate 2026, in prestito con diritto di opzione. A ventiquattro anni Sebastiano porta quindi in Nazionale un’esperienza già ampia, maturata in tre Paesi e in contesti tecnici differenti. La convocazione arriva mentre sta affrontando un’altra fase della propria carriera.

Francesco Pio costruisce invece la sua crescita attraversando le categorie del vivaio interista. Cristian Chivu lo conosce da giovanissimo e lo ritrova poi in Primavera, dove gli affida anche la fascia di capitano. Nel 2022-23 il centravanti segna sedici gol in quarantuno presenze complessive: numeri che precedono il passaggio al calcio professionistico.

Anche le selezioni giovanili italiane gli offrono esperienze importanti. Nel 2023 raggiunge la finale del Mondiale Under 20 in Argentina, persa contro l’Uruguay, e poche settimane dopo conquista l’Europeo Under 19 a Malta. Vive così, nel giro di un’estate, una finale mondiale e un titolo continentale, prima di proseguire il percorso nell’Under 21.

Lo Spezia diventa il luogo della maturazione tra gli adulti. Arriva in prestito nel 2023 e nella prima stagione segna tre gol in trentotto presenze di campionato. L’anno successivo cambia passo: diciannove reti in trentanove partite, comprese le due segnate nei playoff. La differenza racconta quanto possa pesare una stagione di apprendistato prima di trovare continuità.

In Liguria gioca anche con Salvatore. Il fratello maggiore, centrocampista, condivide con lui una fase decisiva del percorso. Pio ha raccontato di aver passato molti fine settimana a seguire le partite dei fratelli e di aver trovato nei loro consigli un aiuto soprattutto durante le difficoltà. Il calcio professionistico li separa spesso geograficamente, ma offre anche occasioni per ritrovarsi nella stessa squadra.

Il ritorno di Pio all’Inter prende forma al Mondiale per Club del 2025: debutta contro l’Urawa Red Diamonds e segna contro il River Plate. Poi arrivano Serie A e Champions League, con Chivu nuovamente in panchina. Nella stagione dei successi nerazzurri contribuisce alla conquista dello scudetto e della Coppa Italia. Il rinnovo fino al 2032 conferma la volontà del club di proseguire insieme a lui.

L’esordio nella Nazionale maggiore risale al 5 settembre 2025, nel successo per 5-0 sull’Estonia a Bergamo, con Gennaro Gattuso commissario tecnico. Per questo l’emozione del raduno condiviso con Sebastiano ha un significato particolare: Pio torna in un gruppo che conosce, mentre il fratello si prepara a giocarvi per la prima volta.

In famiglia, però, il primo a indossare la maglia dell’Italia maggiore era stato Salvatore. Mancini lo aveva fatto debuttare contro l’Inghilterra nel giugno 2022, quando non aveva ancora disputato un minuto in Serie A. Il suo percorso ricorda quanto possano essere diversi i tempi della crescita: la Nazionale può arrivare anche prima dell’affermazione nel massimo campionato.

Sebastiano e Pio offrono inoltre caratteristiche differenti. Il primo può muoversi da seconda punta, cercare il pallone lontano dall’area e collegare il gioco; il secondo ha struttura e qualità aeree da centravanti. Sulla carta, questa diversità può renderli complementari. Trasformarla in un’intesa utile all’Italia dipenderà dal lavoro e dalle scelte del commissario tecnico.

Se venissero schierati contemporaneamente, diventerebbero la quarta coppia di fratelli a giocare insieme nella Nazionale maggiore, dopo Giuseppe e Felice Milano, Aldo e Luigi Cevenini, Filippo e Simone Inzaghi. Una possibilità ancora da realizzare, che aggiunge un significato storico all’attesa di questi giorni.

Resta, dietro tutto questo, il campetto del rione Cicerone a Castellammare. Nel 2024 i tre fratelli ne hanno sostenuto la ristrutturazione, restituendo ai ragazzi del quartiere il luogo dove erano cresciuti. Pio, impegnato con l’Under 21, aveva seguito l’inaugurazione in videochiamata. Ora la famiglia aspetta un’altra immagine: Sebastiano e Francesco Pio sullo stesso prato, entrambi con la maglia dell’Italia.