Le autorità pakistane hanno individuato rottami del Boeing 737 cargo di K2 Airways scomparso nel Mar Arabico durante il volo da Sharjah a Karachi. L’aereo aveva segnalato problemi di navigazione prima di perdere rapidamente quota e sparire dai radar. Le ricerche proseguono per trovare i cinque membri dell’equipaggio ancora dispersi.
Trovati rottami nel Mar Arabico
Le autorità pakistane hanno trovato i rottami del Boeing 737 cargo scomparso al largo della costa meridionale del Pakistan, ma dei cinque membri dell’equipaggio non c’è ancora traccia.
L’aereo, operato dalla compagnia privata pakistana K2 Airways, era partito da Sharjah, negli Emirati Arabi Uniti, ed era diretto a Karachi quando ha perso il contatto con i controllori di volo. Secondo Associated Press, il velivolo aveva segnalato un problema di navigazione poco prima della scomparsa dai radar.
Discesa improvvisa e cambio di rotta
Secondo i dati radar, il cargo ha iniziato una rapida discesa e ha effettuato un brusco cambio di direzione intorno alle 21:21 di martedì, prima che radar e comunicazioni radio si interrompessero.
Il contatto è stato perso a circa 155 miglia nautiche, pari a circa 287 chilometri, a ovest di Karachi. Le autorità pakistane hanno subito attivato il centro di coordinamento dei soccorsi e lanciato un’operazione in mare.
Ricerche dopo dodici ore
La Pakistan Navy e squadre civili, con aerei e navi, hanno individuato i rottami dopo circa 12 ore di ricerche nel Mar Arabico.
Secondo Reuters, i detriti sono stati localizzati al largo della costa pakistana, mentre le operazioni proseguono per trovare l’equipaggio e il relitto principale dell’aeromobile.
Il ritrovamento dei rottami conferma che l’aereo è precipitato, ma non chiarisce ancora le cause dell’incidente.
Il relitto principale può essere a 3.000 metri
Il recupero potrebbe essere molto complesso.
L’ex contrammiraglio Faisal Shah ha spiegato che le squadre di ricerca stanno operando in condizioni marine difficili e che il relitto principale potrebbe trovarsi a circa 3.000 metri di profondità. In quel caso saranno necessari mezzi e strumenti specializzati.
Shah ha anche avvertito che i rottami galleggianti non indicano necessariamente il punto esatto dell’impatto: correnti marine, onde e vento possono trasportare i detriti anche molto lontano dal luogo in cui l’aereo è precipitato.
I nomi dei dispersi
K2 Airways ha identificato i cinque membri dell’equipaggio ancora dispersi.
Si tratta del comandante Muhammad Rizwan Idris, del primo ufficiale Faisal Jatoi, degli ingegneri di volo Muhammad Hamid e Muhammad Arif Siddiqui, e del loader Muhammad Taufiq Khan.
La compagnia ha dichiarato di continuare a pregare per la sicurezza dei propri colleghi e di collaborare con le autorità nelle operazioni di ricerca.
Le famiglie aspettano notizie
Per le famiglie dell’equipaggio sono ore di attesa e angoscia.
Il suocero del copilota Faisal Jatoi ha raccontato che la famiglia era in contatto regolare con lui mentre si trovava a Sharjah e che il copilota aveva chiamato la moglie poco prima della partenza. Dopo la scomparsa dell’aereo, funzionari governativi hanno mantenuto i contatti con i familiari.
“Possiamo solo aspettare e pregare per un miracolo”, ha detto.
Sharif ordina massima mobilitazione
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha espresso vicinanza alle famiglie dei cinque membri dell’equipaggio e ha ordinato al governo di utilizzare tutte le risorse disponibili per le operazioni di ricerca e soccorso.
Alle ricerche partecipano mezzi militari e civili, inclusi assetti navali e aerei. Secondo Reuters, la Pakistan Navy, la Maritime Security Agency e altre autorità stanno collaborando per individuare il relitto principale e verificare eventuali segnali utili.
Cause ancora sconosciute
Le cause dell’incidente restano da accertare.
Il pilota aveva segnalato problemi di navigazione poco prima della perdita di contatto. Tuttavia, gli esperti avvertono che sarà possibile capire cosa sia realmente accaduto solo dopo il recupero di ulteriori prove, inclusi eventuali registratori di volo.
La rapida discesa e il cambio improvviso di rotta sono elementi che richiederanno un’analisi tecnica approfondita.
Il precedente del 2020
Il Pakistan ricorda ancora il disastro aereo del maggio 2020, quando un volo passeggeri della Pakistan International Airlines precipitò in un quartiere residenziale vicino all’aeroporto di Karachi.
A bordo c’erano 98 persone; quasi tutti morirono. Un successivo rapporto del governo pakistano attribuì l’incidente a errori umani da parte dei piloti e del controllo del traffico aereo.
Una corsa contro il tempo
Il ritrovamento dei rottami è un passo importante, ma non chiude la vicenda.
Le squadre devono ora individuare il relitto principale, recuperare eventuali registratori di volo e continuare la ricerca dei cinque membri dell’equipaggio.
Finché non saranno trovati il punto d’impatto e le prove tecniche principali, resteranno aperte le domande più importanti: perché il Boeing 737 ha perso quota così rapidamente? Il problema di navigazione era collegato alla caduta? C’è stato un guasto improvviso, una perdita di controllo o un altro fattore?
Per ora, nel Mar Arabico, continua la ricerca.
