Australia, galline al pascolo per rigenerare il suolo: l’esperimento che sorprende nel Western Australia

In una cattle station del remoto Murchison, nel Western Australia, circa 150 galline ovaiole stanno diventando parte di un esperimento di agricoltura rigenerativa. Dopo due anni, le proprietarie raccontano di aver osservato una migliore infiltrazione dell’acqua, una vegetazione più vigorosa e persino cambiamenti nel colore dei fiori selvatici.

Gabyon Station, circa 500 chilometri a nord-est di Perth, le galline non servono soltanto a produrre uova.

Gemma Cripps e Helen Williamson hanno deciso di inserirle nell’attività di allevamento bovino dopo aver partecipato a un corso di regenerative agriculture, con l’obiettivo di verificare l’effetto del loro passaggio sul terreno.

Da due anni circa 150 galline vengono spostate regolarmente all’interno della proprietà, che si estende per circa 271.000 ettari.

Il terreno cambia

Secondo Cripps, i risultati sono stati sorprendenti.

Le galline, razzolando, rompono superficialmente il terreno e favoriscono l’infiltrazione dell’acqua. Allo stesso tempo il loro letame agisce come fertilizzante naturale.

Nelle aree già utilizzate dal pollame, l’anno successivo le piante sarebbero ricresciute con maggiore vigore.

Le allevatrici hanno notato anche un curioso cambiamento nei fiori selvatici: in alcune zone le tonalità predominanti sarebbero passate dal giallo-bianco al rosa, fenomeno che attribuiscono a possibili variazioni del pH del terreno.

Dopo le piogge invernali e il ritorno del verde, anche i tuorli delle uova sono diventati di un arancione più intenso.

Le uova prodotte a Gabyon Station vengono poi vendute a Geraldton.

La minaccia dei dingo

L’esperimento ha però incontrato anche difficoltà.

All’inizio dell’anno un attacco di dingo ha ucciso circa 80 galline in una sola mattina, causando un forte calo della produzione.

Da allora il pollame viene protetto attraverso una grande recinzione elettrica mobile, spostata frequentemente per permettere agli animali di continuare a pascolare su nuove porzioni di terreno.

Ora preoccupa l’influenza aviaria

Un’altra minaccia è rappresentata dall’influenza aviaria H5, individuata quest’anno negli uccelli marini del Western Australia.

La posizione isolata della station, circa 200 chilometri dalla costa e senza fonti d’acqua permanenti, potrebbe contribuire a ridurre il rischio.

Cripps teme però che un eventuale ordine di confinamento obbligatorio possa rendere molto difficile continuare l’attività free-range.

Per aumentare la biosicurezza, le due allevatrici stanno valutando anche di allevare direttamente i propri pulcini.

Nonostante i problemi, l’esperimento continua.

Su una proprietà immensa, le galline lavorano naturalmente solo su una piccola parte del territorio. Ma per Cripps il loro contributo alla salute del suolo è abbastanza evidente da immaginare una presenza stabile anche in futuro.

Un piccolo allevamento di galline, insomma, potrebbe diventare un nuovo strumento per aiutare a rigenerare alcuni dei vasti pascoli dell’Australia occidentale.