Il contagio è stato rilevato nel distretto occidentale di Kyegegwa durante le attività di sorveglianza sanitaria per l’Ebola. Nessun contatto ha sviluppato sintomi e nel Paese non risultano casi attivi
Le autorità sanitarie dell’Uganda hanno individuato un caso isolato di malattia da virus Marburg, una grave febbre emorragica altamente contagiosa. La conferma è arrivata dall’Africa Centres for Disease Control and Prevention, secondo cui al momento non risultano ulteriori contagi né casi attivi nel Paese.
Il virus è stato rilevato nel distretto di Kyegegwa, nell’Uganda occidentale, in un bambino di circa 18 mesi successivamente deceduto. Il caso sarebbe emerso durante le attività di sorveglianza avviate per controllare un’altra emergenza sanitaria legata al virus Ebola.
Secondo l’Africa CDC, nessuna delle persone entrate in contatto con il bambino avrebbe finora sviluppato sintomi. Le autorità stanno comunque proseguendo le verifiche epidemiologiche e il monitoraggio dei possibili contatti.
L’Organizzazione mondiale della sanità informata del caso
L’Organizzazione mondiale della sanità ha riferito di essere stata informata dal governo ugandese il 30 giugno e di avere successivamente comunicato la segnalazione ai propri Stati membri.
L’OMS ha chiesto ulteriori informazioni e sta sostenendo la risposta delle autorità locali attraverso le indagini sul caso, la ricerca attiva di eventuali altri contagi, il tracciamento dei contatti e le attività di informazione nelle comunità interessate.
Un portavoce del ministero della Salute ugandese ha tuttavia dichiarato di non essere a conoscenza dell’esistenza di un focolaio di Marburg. Le informazioni disponibili indicano infatti un singolo episodio, senza prove di una trasmissione in corso.
L’Africa CDC ha precisato di essere in contatto con il governo di Kampala attraverso i canali ufficiali della sanità pubblica e di non poter confermare, allo stato attuale, segnalazioni relative ad altri casi.
L’ultimo focolaio nel 2017
L’ultimo focolaio di virus Marburg registrato in Uganda risale al 2017. Il Paese aveva affrontato in precedenza altre tre emergenze legate alla stessa malattia.
La risposta sanitaria al Marburg richiede procedure simili a quelle adottate contro l’Ebola, comprese l’identificazione rapida dei casi, l’isolamento dei pazienti, il tracciamento delle persone esposte e l’applicazione di rigide misure di protezione per il personale sanitario.
L’individuazione del caso arriva mentre l’Uganda sta già affrontando un focolaio di Ebola Bundibugyo, collegato all’emergenza sanitaria in corso nella vicina Repubblica Democratica del Congo.
Secondo i dati diffusi, nel Paese sono stati registrati finora 20 casi di Ebola e due decessi.
Le autorità sanitarie regionali hanno assicurato di essere pronte a sostenere il governo ugandese nelle operazioni di verifica, nella valutazione del rischio e nel rafforzamento delle misure di risposta, qualora dovessero emergere nuovi elementi.
