La terza puntata di Deep View by Allora! News è dedicata ad Albino Luciani, Giovanni Paolo I: il Papa rimasto sul soglio di Pietro appena 34 giorni, ma capace di lasciare un ricordo profondo per semplicità, umanità e vicinanza alla gente.
Dopo aver raccontato la crisi della casa australiana e l’altra storia dell’Australia, Deep View cambia completamente scenario e torna in Italia per incontrare una figura che continua ancora oggi ad affascinare credenti e non credenti.
Il video selezionato è “Albino Luciani – pastore di umiltà”, documentario realizzato da I AM Comunicazione in occasione della mostra dedicata ad Albino Luciani allestita presso Palazzo Todesco dal 26 novembre 2022 al 26 febbraio 2023.
È il racconto di un uomo diventato Papa quasi contro ogni previsione, partendo da un piccolo paese delle Dolomiti e da una famiglia semplice.
Dalla povertà delle montagne al seminario
Albino Luciani nasce nel 1912 a Canale d’Agordo, allora Forno di Canale, in un contesto segnato dalla povertà, dall’emigrazione e dalle conseguenze della Prima guerra mondiale. Il documentario racconta una famiglia nella quale il padre era costretto a emigrare per lavorare e la madre rappresentava il primo punto di riferimento religioso. Da questo ambiente Luciani avrebbe ereditato due elementi destinati ad accompagnarlo per tutta la vita: l’attenzione ai poveri e ai diritti dei lavoratori, e una fede semplice e concreta.
La sua vocazione viene raccontata anche attraverso un episodio quasi domestico: l’incontro con un frate cappuccino, capace di conquistare il piccolo Albino anche grazie alla sua abilità con la fionda. Quando il religioso chiese chi volesse seguirlo in seminario, Luciani si fece avanti. Il padre gli diede il permesso, lasciandogli però un’indicazione che sarebbe rimasta fondamentale: ricordarsi sempre che Cristo stava dalla parte dei poveri.
Diventò sacerdote il 7 luglio 1935, dopo anni di studio caratterizzati da una fortissima passione per i libri, la scrittura e l’insegnamento.
Un vescovo che cercava gli ultimi
Nel 1958 Giovanni XXIII lo volle vescovo di Vittorio Veneto.
E proprio negli anni dell’episcopato emerge con particolare forza il carattere di Luciani.
In un’epoca nella quale la figura del vescovo era ancora circondata da cerimoniali e formalità, lui chiedeva spesso, prima delle visite ufficiali, dove abitassero la persona più povera o l’ammalato più lontano della parrocchia. Preparava personalmente piccole somme di denaro tratte dal proprio stipendio e le lasciava con discrezione a chi ne aveva bisogno.
Una semplicità che non significava debolezza.
Luciani seppe affrontare anche vicende difficili e scandali finanziari, assumendosi responsabilità e ponendo al centro la tutela delle persone danneggiate.
Il Concilio e una Chiesa più vicina alla gente
Da vescovo partecipò alle quattro sessioni del Concilio Vaticano II.
Il documentario descrive un Luciani capace di accogliere il rinnovamento conciliare e di farne proprie alcune delle priorità: ritorno al Vangelo, missionarietà, collegialità, povertà ecclesiale, dialogo con il mondo contemporaneo e ricerca della pace.
Aveva inoltre una grande capacità di comunicare con un linguaggio semplice.
Parlava alla gente senza costruire distanze, utilizzando esempi quotidiani, battute e immagini comprensibili a tutti.
È uno degli aspetti che, pochi anni dopo, avrebbe sorpreso il mondo intero.
Il patriarca vicino ai lavoratori
Da patriarca di Venezia continuò a vivere con lo stesso stile.
Girava per le calli, utilizzava il vaporetto, evitava quando possibile i cerimoniali e cercava il contatto diretto con le persone. Ma soprattutto mantenne una fortissima attenzione al mondo del lavoro.
Il documentario racconta i suoi incontri con lavoratori e imprenditori durante gli anni delle grandi trasformazioni industriali: ai primi ricordava la necessità della pazienza e del confronto; ai secondi ricordava che esistevano diritti dei lavoratori che dovevano essere rispettati.
La povertà non era per Luciani un concetto teorico.
Aveva conosciuto personalmente la fame e sosteneva che i Paesi ricchi avessero un dovere verso quelli più poveri non soltanto in termini di carità, ma anche di giustizia e restituzione.
Quel conclave che cambiò tutto
Nell’agosto del 1978, dopo la morte di Paolo VI, Albino Luciani entrò in conclave.
L’elezione arrivò rapidamente.
Quando i voti cominciarono a convergere sul suo nome, lo stesso Luciani raccontò di essersi sentito tremare. Accettò e scelse un nome mai utilizzato prima: Giovanni Paolo I, unendo Giovanni XXIII e Paolo VI, quasi a indicare la volontà di proseguire sulla strada aperta dal Concilio.
Il suo stile cambiò immediatamente l’immagine del pontefice.
Rinunciò a parte della tradizionale retorica pontificia, parlò in maniera colloquiale, utilizzò il singolare e mostrò quell’umorismo che lo aveva accompagnato per tutta la vita.
Era il Papa del sorriso, ma soprattutto un Papa che sembrava voler ridurre la distanza tra il Vaticano e la gente comune.
Trentaquattro giorni
Poi, improvvisamente, tutto finì.
Giovanni Paolo I morì dopo appena 34 giorni di pontificato, uno dei più brevi della storia contemporanea della Chiesa. Il documentario ricostruisce la morte attraverso documenti e testimonianze, attribuendola a cause naturali e a un evento cardiaco improvviso.
La notizia sconvolse il mondo.
Era appena iniziato un pontificato che molti avevano cominciato a percepire come qualcosa di nuovo.
Come viene ricordato nel documentario, la sua importanza fu forse inversamente proporzionale alla sua durata.
Dalla memoria alla beatificazione
Decenni dopo, il percorso della Chiesa verso il riconoscimento della figura di Luciani sarebbe arrivato alla beatificazione.
Il documentario ricostruisce un lungo lavoro storico, basato su migliaia di documenti e testimonianze, fino al riconoscimento del miracolo attribuito alla sua intercessione e alla successiva beatificazione.
Ma forse la parte più significativa arriva alla fine.
Il motto episcopale di Luciani era “Humilitas”.
Umiltà.
Non intesa come debolezza o rinuncia, ma come modo di stare nel mondo.
Il documentario conclude ricordando un uomo che non cercava protagonismo, non aveva bisogno di gridare per esistere e sembrava rappresentare quasi l’opposto di una società nella quale apparire è diventato spesso più importante dell’essere.
Perché abbiamo scelto questo video
È proprio questa la ragione per cui abbiamo scelto Albino Luciani per la terza puntata di Deep View.
Non soltanto per raccontare un Papa.
Ma per raccontare un uomo.
Un uomo nato povero, diventato sacerdote, vescovo, patriarca e infine pontefice senza perdere quella semplicità imparata nella cucina di casa e nelle montagne del Bellunese.
In appena 34 giorni non ebbe il tempo di realizzare grandi riforme.
Ma forse riuscì a fare qualcosa di altrettanto difficile: mostrare che anche ai vertici del potere si può rimanere semplici.
Il video selezionato
Albino Luciani – pastore di umiltà
🎬 Video documentario realizzato da I AM Comunicazione in occasione della mostra “Albino Luciani”, allestita presso Palazzo Todesco dal 26 novembre 2022 al 26 febbraio 2023.
▶️ Guarda il documentario all’interno di questa pagina.
Dopo il video resta una domanda
In un tempo nel quale chi parla più forte sembra spesso destinato a essere ascoltato di più, quanto è ancora rivoluzionaria l’umiltà?
Albino Luciani rimase Papa soltanto 34 giorni.
Eppure, quasi mezzo secolo dopo, continuiamo ancora a parlarne.
Forse proprio perché, prima ancora di essere Giovanni Paolo I, rimase sempre semplicemente Albino.
Deep View. Guardare più a fondo.
Documentari. Inchieste. Storia.
Fonte e ringraziamenti
Fonte video: I AM Comunicazione.
Allora! News ringrazia I AM Comunicazione per la realizzazione del documentario e per il lavoro storico e divulgativo dedicato alla figura di Albino Luciani.
