Italia, abolito il bollo auto per 14,5 milioni di veicoli dal 2027

Il governo approva l’esenzione per le automobili fino a 80 kilowatt e per moto e motocicli senza limiti di potenza. Il beneficio sarà riconosciuto su un solo veicolo per cittadino.

A cura della redazione online

Il governo italiano ha approvato l’abolizione del bollo per oltre 14 milioni di automobili e motocicli. La misura entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027 e riguarderà circa il 70% delle vetture utilizzate nel Paese.

Ad annunciarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che l’esenzione sarà applicata alle automobili di piccola e media potenza, con un limite massimo di 80 kilowatt, equivalenti a circa 109 cavalli.

Il provvedimento comprende oltre 13 milioni di automobili e circa 1,2 milioni di moto e motocicli. Per questi ultimi non è previsto alcun limite di potenza. Complessivamente, il governo stima che saranno interessati quasi 14,5 milioni di veicoli.

«Abbiamo cancellato il bollo auto per tutte le macchine di piccola e media potenza», ha dichiarato Meloni durante un’intervista con Nicola Porro. La premier ha definito il provvedimento anche un intervento di semplificazione, considerando le difficoltà legate alle diverse scadenze regionali e alle sanzioni in caso di ritardo.

Un’esenzione per ogni cittadino

Il beneficio potrà essere utilizzato soltanto per un veicolo regolarmente assicurato appartenente allo stesso cittadino.

Chi possiede due automobili potrà ottenere l’esenzione per quella con la potenza inferiore, purché non superi il limite di 80 kilowatt. Chi possiede contemporaneamente un’automobile e una motocicletta dovrà invece scegliere a quale dei due mezzi applicare l’agevolazione.

L’obiettivo dichiarato è concentrare il beneficio sulle vetture maggiormente utilizzate dalle famiglie e negli spostamenti urbani, evitando di estenderlo indistintamente a tutti i mezzi posseduti dalla stessa persona.

Un costo superiore a 2,3 miliardi di euro

L’abolizione del bollo avrà un costo stimato di circa 2,36 miliardi di euro. Il tributo automobilistico rappresenta attualmente un’entrata delle Regioni, che utilizzano queste risorse per finanziare i propri bilanci e diversi servizi pubblici.

Meloni ha assicurato che il governo trasferirà alle amministrazioni regionali le somme necessarie per compensare il mancato gettito.

«Non annunciamo il taglio di una tassa aprendo un buco di bilancio a qualcun altro», ha affermato la presidente del Consiglio, sostenendo che le risorse necessarie sono disponibili.

Il governo dovrà ora completare gli accordi con le Regioni a statuto speciale per permettere l’avvio uniforme della misura dal primo gennaio.

Resta tuttavia da chiarire nel dettaglio da quali capitoli di bilancio arriveranno i fondi necessari. Secondo la bozza del decreto, l’esenzione è al momento finanziata soltanto per il 2027.

La premier e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno dichiarato che l’intenzione politica è rendere l’abolizione strutturale. Le coperture per gli anni successivi dovranno però essere inserite nelle future leggi di bilancio. La misura approvata dal governo vale quindi formalmente per il 2027, in attesa dei successivi stanziamenti.

Cambia la strategia contro il caro carburante

Il governo ha scelto di destinare una parte consistente delle risorse disponibili all’abolizione del bollo, riducendo progressivamente gli interventi generalizzati sulle accise dei carburanti.

Meloni ha spiegato che i precedenti tagli alla tassazione sulla benzina e sul diesel producevano lo stesso beneficio per tutti gli automobilisti, indipendentemente dalla loro situazione economica.

Secondo la premier, l’esenzione dal bollo rappresenta invece una misura più semplice e maggiormente concentrata sulle famiglie che utilizzano automobili di piccola e media potenza.

Il taglio temporaneo delle accise proseguirà in forma ridotta fino al 5 ottobre. Successivamente tornerà operativo il meccanismo delle accise mobili, attraverso il quale le maggiori entrate IVA prodotte dall’aumento dei prezzi vengono utilizzate per ridurre il costo finale alla pompa.

Restano confermate le agevolazioni destinate agli autotrasportatori e al gasolio agricolo, considerate necessarie per contenere l’aumento dei costi di trasporto e il rischio di nuovi rincari sui prodotti alimentari e sui beni di consumo.

Le accuse di propaganda elettorale

Le opposizioni hanno definito l’abolizione del bollo una misura elettorale, approvata mentre il governo si avvicina alla conclusione della legislatura prevista nel 2027.

Meloni ha respinto le accuse, ricordando che diversi governi e leader politici avevano promesso in passato di eliminare il tributo senza riuscire a farlo.

La premier ha sostenuto che l’aumento dei prezzi dei carburanti dipende da una dinamica internazionale e che l’esecutivo ha scelto di intervenire con una riduzione fiscale più riconoscibile e duratura.

Il provvedimento rappresenta una delle più ampie modifiche recenti alla tassazione automobilistica italiana. La sua effettiva trasformazione in una misura permanente dipenderà però dalle coperture che il governo riuscirà a garantire nelle leggi di bilancio successive al 2027.