Oltre 1.000 sterne crestate sono state trovate morte in tre distinti episodi di mortalità di massa su isole remote del South Australia. Le autorità ritengono che la causa possa essere il virus H5N1 dell’influenza aviaria. Il premier Peter Malinauskas ha parlato di una “significativa escalation” della situazione nello Stato.
Nuovo allarme per l’influenza aviaria in South Australia, dove le squadre di sorveglianza governative hanno individuato più di 1.000 uccelli morti in tre distinti eventi.
Le vittime sono principalmente crested terns, sterne crestate, rinvenute su alcune isole remote al largo della costa dello Stato.
Secondo quanto riferito dal premier Peter Malinauskas al Parlamento del South Australia, le morti sono avvenute a Troubridge Island, al largo della Yorke Peninsula, e sulle due piccole isole North Page e South Page, vicino a Kangaroo Island.
I ritrovamenti sono stati effettuati mercoledì.
H5N1 considerato la causa più probabile
Le autorità ritengono che gli uccelli siano presumibilmente morti a causa dell’H5N1, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.
Il premier ha descritto gli episodi come un cambiamento significativo nella diffusione della malattia.
«La perdita di più di 1.000 uccelli è profondamente preoccupante e il governo statale sta trattando questi eventi con la massima serietà», ha dichiarato Malinauskas.
Il South Australia ha finora registrato 177 casi confermati di influenza aviaria H5.
Sospetto caso anche in un piccolo pinguino
A preoccupare ulteriormente le autorità è anche un possibile caso che riguarda un little penguin, un piccolo pinguino proveniente da Kangaroo Island.
Il caso è ancora sotto indagine.
Se confermato, rappresenterebbe un ulteriore segnale della capacità del virus di interessare differenti specie di uccelli selvatici.
Nessun focolaio negli allevamenti
Al momento, però, le autorità hanno sottolineato che H5N1 non è stato rilevato negli allevamenti di pollame né nel bestiame del South Australia.
Non sono stati inoltre segnalati episodi di mortalità di massa tra i mammiferi.
Questo elemento resta particolarmente importante per il settore agricolo, considerando le conseguenze economiche e sanitarie che un ingresso del virus negli allevamenti commerciali potrebbe provocare.
Sorveglianza rafforzata
Le tre mortalità di massa sono state individuate proprio grazie alle squadre di sorveglianza attivate dal governo statale.
La presenza del virus negli uccelli selvatici rende particolarmente complesso limitarne la diffusione, soprattutto sulle isole e lungo le rotte migratorie.
Le autorità continueranno ora con i test sugli animali morti e con il monitoraggio delle popolazioni selvatiche per verificare l’estensione del fenomeno.
Il ritrovamento di oltre mille sterne morte rappresenta uno degli episodi più importanti registrati finora nel South Australia e aumenta l’attenzione sulla possibile espansione dell’H5N1 nella fauna selvatica dello Stato.
