Leggi antisemitismo tra applausi e critiche

Collegate a episodi violenti, come l’attacco terroristico a Bondi Beach del 14 dicembre scorso. Per la comunità ebraica, la legge rappresenta un traguardo significativo. Jason Steinberg, presidente del Queensland Jewish Board of Deputies, ha definito il provvedimento “un momento cruciale per i cittadini ebrei dello stato”, sottolineando come la legge dimostri che il Queensland si oppone con fermezza all’antisemitismo e tutela chi è vittima d’odio. Tuttavia, la legge è stata duramente criticata da esperti di diritti civili. Terry O’Gorman, presidente del Queensland Council for Civil Liberties, ha paragonato il provvedimento alle restrizioni dell’era Bjelke-Petersen, che negli anni ’70 imposero limiti severi alle manifestazioni pubbliche. Secondo O’Gorman, criminalizzare certe espressioni con pene detentive rischia di provocare l’effetto opposto a quello desiderato, spingendo più persone a scendere in strada in segno di protesta. La controversia si estende al significato stesso delle frasi vietate. Alcuni gruppi ebraici le interpretano come inviti alla distruzione dello Stato di Israele, mentre altri le considerano espressioni di protesta contro la politica israeliana nei territori occupati. Questa ambiguità, secondo i critici, rende problematica la repressione legale. Nonostante la modifica, O’Gorman prevede che la legge sarà presto sfidata davanti all’Alta Corte australiana. “Come nuovo strumento per migliorare coesione e armonia sociale – ha detto – finirà inevitabilmente per avere l’effetto contrario”.

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