Dall’Europa alle Americhe e all’Asia, si moltiplicano gli annunci delle candidature. Presentazione delle liste fino al 3 ottobre, mentre le schede votate dovranno arrivare ai consolati entro il 4 dicembre.
A cura di Emanuele Esposito
Entra nella fase di presentazione delle candidature il percorso per il rinnovo dei Comitati degli Italiani all’Estero. Nelle diverse circoscrizioni consolari, gruppi civici, realtà associative e formazioni politiche stanno illustrando le proprie squadre e raccogliendo le sottoscrizioni necessarie. L’appuntamento riguarda gli organismi chiamati a rappresentare le comunità italiane nei rapporti con ambasciate e consolati, favorendone l’integrazione e valorizzando la memoria dell’emigrazione.
Il quadro è ancora provvisorio: il periodo previsto per il deposito delle liste va dal 23 settembre al 3 ottobre 2026. Gli annunci pubblici e la raccolta delle firme devono quindi essere distinti dalla presentazione formale e dalla successiva ammissione. Questa ricognizione riunisce le iniziative verificabili nelle fonti consultate al 23 settembre; non costituisce un elenco completo mondiale delle liste depositate o ammesse.
Nel Regno Unito, a Londra, ha annunciato la propria partecipazione “Moving Forward – Democrazia Bene Comune”, che indica tra le priorità la tutela dei diritti dei connazionali, la trasparenza e il rapporto con gli italiani del Sud dell’Inghilterra e del Galles. È stata inoltre annunciata la lista del MIE – Movimento Italiano in Europa, con una presentazione programmata il 14 settembre nella sede di Ealing Broadway.
A Manchester si presenta “Con Voi”, nata dalla collaborazione tra MIE e Italia4Italy. Il sito della formazione descrive una squadra di 22 candidati provenienti da 16 città, con una presenza paritaria di donne e uomini, e propone di estendere il lavoro di rappresentanza sul territorio della circoscrizione.
Per Scozia e Irlanda del Nord è stata annunciata “ItaliaNIS”, guidata da Giusy Arzillo e Laura Landi. Il programma, denominato C.A.S.A., sviluppa quattro impegni — comprendere, avvicinare, sostenere e agire — rivolti all’ascolto della comunità, alla presenza territoriale e alla collaborazione tra cittadini, associazioni e istituzioni.
In Germania, a Berlino, è stata avviata da Davide Sperotto la formazione di “Oltreconfine”, con un progetto rivolto ai servizi, all’integrazione e alla partecipazione della comunità italiana. In Francia, a Parigi, è documentata la raccolta delle sottoscrizioni per “Voci e Comunità”, sostenuta anche da un’iniziativa del circolo locale del Partito Democratico.
Negli Stati Uniti, a New York, Ornella Fado e Barbara Pelachin Marciandi hanno annunciato “Orizzonti e Radici – Lista Civica”. Le promotrici presentano il progetto come un percorso che unisce l’esperienza maturata nel Comitato uscente all’apertura a nuove persone e competenze.
In Argentina, a Córdoba, è stata illustrata “Córdoba Democrática”, guidata da Edoardo Fracanzani e composta da esponenti del Partito Democratico e indipendenti. Le proposte riguardano servizi consolari, lingua italiana, formazione e partecipazione associativa. A Buenos Aires, Carlos Emilio Chiesa ha annunciato la propria candidatura nella lista del MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero. Anche queste comunicazioni attestano progetti elettorali e candidature annunciate, senza sostituire gli atti di ammissione.
In Brasile, secondo la ricognizione pubblicata da Insieme il 21 settembre, a Brasilia sono emerse “Siamo Tutti Italiani”, guidata da Pasquale Matafora, e “Noi Italiani”. A San Paolo, “DiB – Democratici in Brasile” ha divulgato 22 candidati; è inoltre segnalata una formazione nell’area MAIB/MAIE.
A Porto Alegre, nel Rio Grande do Sul, hanno diffuso le rispettive squadre “Comunità Viva”, collegata a Cristina Mioranza, e “Passato, Presente e Futuro”, promossa da Stephania Puton, entrambe con 22 nomi. Una terza formazione è in preparazione nell’area MAIB, con Rosalina Zorzi.
A Belo Horizonte è annunciata “Cittadinanza e Diritti”, promossa da Marisa Barbato e Silvia Alciati. A Rio de Janeirocompare il progetto “Noi Italiani Giustizia e Libertà”, accanto ad altre iniziative ancora in definizione. A Curitibarisultano tre gruppi al lavoro; a Recife è prospettata una lista civica con componenti uscenti e nuovi partecipanti. Per queste ultime realtà, denominazioni e composizioni definitive richiedono ulteriori riscontri.
In Asia, a Singapore, ha annunciato la partecipazione “Italiani in Singapore”. La formazione si presenta attraverso un proprio sito, con candidati provenienti da diversi settori professionali e associativi, e indica nel rafforzamento dei rapporti all’interno della comunità uno degli obiettivi della proposta.
Anche in Oceania proseguono gli adempimenti preparatori. In Australia, le sedi consolari hanno pubblicato indicazioni per candidature e iscrizione al voto; le informazioni consultate non consentono ancora una ricostruzione completa e verificata delle liste nelle diverse circoscrizioni. In Nuova Zelanda, un appello diffuso a settembre documenta la raccolta delle firme necessarie alla presentazione di una lista, con appuntamenti ad Auckland e Wellington.
La copertura degli annunci rimane disomogenea. Per il Canada, le circoscrizioni africane e le altre sedi non citate, questa ricognizione non dispone di elementi sufficienti a descrivere le liste del 2026. L’assenza di un nome dall’articolo non equivale quindi all’assenza di un’iniziativa elettorale.
Il passaggio successivo sarà la pubblicazione delle candidature ammesse da parte delle autorità competenti. Nel frattempo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha richiamato l’esigenza di facilitare le sottoscrizioni, rendere accessibili le procedure e assicurare un’informazione capillare, anche per chi vive lontano dagli uffici consolari.
Per gli elettori resta essenziale chiedere l’iscrizione nell’elenco elettorale entro il 4 novembre 2026, secondo le modalità del proprio Consolato. La sola iscrizione all’AIRE non determina l’invio automatico del plico. Le schede votate dovranno arrivare all’ufficio consolare entro il 4 dicembre 2026. Il rinnovo affiderà ai nuovi Comitati un mandato di cinque anni, nel quale dare voce alle esigenze delle comunità e mantenere aperto il confronto con le istituzioni italiane.
