La domenica di Allora! l prezzo della guerra: Gaza e Yemen, quando il conto lo pagano i bambini

La nuova puntata de La Domenica di Allora guarda a due guerre molto diverse, ma unite dalla stessa tragedia: a Gaza e nello Yemen sono ancora i bambini a pagare il prezzo più alto della violenza, della fame e dell’indifferenza internazionale.

Ci sono guerre che occupano ogni giorno le prime pagine e altre che sembrano quasi scomparse dall’informazione. Ma per chi le vive non esistono guerre di serie A e guerre dimenticate.

Esistono le bombe. La fame. Le mine. Gli ospedali che non funzionano. Le scuole distrutte. E soprattutto esistono i bambini.

A loro è dedicata questa puntata de La Domenica di Allora.

Gaza: un bambino al giorno anche durante il cessate il fuoco

A Gaza persino la parola cessate il fuoco racconta ormai una realtà contraddittoria.

Secondo l’UNICEF, almeno 300 bambini sono stati uccisi nei 300 giorni successivi all’annuncio del cessate il fuoco dell’ottobre 2025: una media impressionante di un bambino al giorno. Centinaia di altri sono rimasti feriti, molti in maniera grave.

Il bilancio complessivo è ancora più drammatico. Al 3 febbraio 2026, UNICEF riportava almeno 21.289 bambini uccisi nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra nell’ottobre 2023 e circa 44.500 feriti, oltre 11 mila dei quali con conseguenze destinate a cambiare per sempre la loro vita.

Ma la guerra non uccide soltanto con le armi.

Uccide attraverso la malnutrizione, l’acqua contaminata, la mancanza di medicinali, l’assenza di strutture sanitarie pienamente funzionanti e una quotidianità trascorsa tra macerie e campi improvvisati.

Bombe, fame, distruzione. E un bambino al giorno che continua a morire.

Yemen: la guerra che il mondo ha smesso di guardare

Poi c’è lo Yemen.

Una guerra che dura da oltre dieci anni e che progressivamente è quasi scomparsa dai titoli dei giornali occidentali.

Ma non è scomparsa dalla vita dei bambini yemeniti.

Secondo Save the Children, nel 2025 almeno 103 bambini sono stati uccisi e 246 feriti, con un aumento del 70 per cento delle vittime infantili rispetto all’anno precedente. In media, nel corso dell’anno, quasi un bambino al giorno è stato ucciso o ferito.

E nel 2026 la violenza non si è fermata. Nel marzo scorso due bambini sono rimasti uccisi in un attacco contro un raduno per l’iftar nel governatorato di Hajjah, mentre altre decine di civili sono stati colpiti.

Ma nello Yemen il nemico più silenzioso resta la fame.

UNICEF stima che circa 2,2 milioni di bambini sotto i cinque anni soffrano di malnutrizione acuta, quasi la metà dei bambini di quella fascia d’età nel Paese.

Mine, malnutrizione, miseria. Una guerra che sembra non finire mai.

Due guerre, gli stessi bambini

Gaza e Yemen non sono lo stesso conflitto.

Hanno cause, protagonisti, responsabilità e contesti geopolitici differenti. Sarebbe sbagliato confonderli.

Ma quando si osservano attraverso gli occhi di un bambino, alcune differenze improvvisamente diventano meno importanti.

Un bambino sotto le bombe a Gaza non conosce la geopolitica.

Un bambino mutilato da una mina nello Yemen non conosce le strategie diplomatiche.

Un bambino affamato non sa quale governo abbia ragione.

Sa soltanto di avere fame.

Ed è forse questa la domanda più scomoda che rimane quando le statistiche finiscono: quanto vale la vita di un bambino?

Perché dietro ogni numero c’è un nome che spesso non conosceremo mai. Una famiglia. Una scuola che non verrà più frequentata. Un giocattolo lasciato tra le macerie. Una vita che avrebbe dovuto ancora cominciare.

Il prezzo della guerra

Questa puntata de La Domenica di Allora non vuole stabilire una graduatoria del dolore.

Vuole ricordare qualcosa di molto più semplice.

Quando una guerra continua abbastanza a lungo, il mondo rischia di abituarsi.

Ci abituiamo ai numeri.

Ci abituiamo alle immagini.

Ci abituiamo persino alla morte dei bambini.

Ed è forse proprio questa l’ultima vittoria della guerra: trasformare ciò che dovrebbe essere intollerabile in qualcosa di normale.

Gaza e Yemen ci ricordano invece che normale non è. Non può esserlo.

Perché qualunque siano le bandiere, le ragioni, le alleanze e gli interessi geopolitici, alla fine il conto arriva sempre.

E troppo spesso a pagarlo sono quelli che quella guerra non l’hanno scelta: i bambini.

“Il prezzo della guerra”, nella nuova puntata de La Domenica di Allora.

Per non dimenticare chi non ha più voce.

Fonti

UNICEF – State of Palestine
UNICEF – Yemen
Save the Children – Yemen
Dati e aggiornamenti disponibili al momento della preparazione della puntata.

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