Il film cult del 1997 sarà trasformato in uno spettacolo teatrale aggiornato, con debutto al Melbourne’s Her Majesty’s Theatre nel marzo 2027. Tornano gli autori originali di Working Dog
A quasi trent’anni dalla sua uscita, The Castle, uno dei film più amati della storia del cinema australiano, tornerà in una veste completamente nuova.
La commedia del 1997 sarà infatti «reinventata per il palcoscenico» e debutterà al Her Majesty’s Theatre di Melbourne nel marzo 2027, in coincidenza con il trentesimo anniversario dell’uscita cinematografica.
L’annuncio è stato fatto congiuntamente dal Michael Cassel Group e da Working Dog, la società che produsse il film originale.
La notizia ha sorpreso il pubblico australiano, soprattutto perché per decenni Working Dog ha protetto gelosamente l’eredità della pellicola, rifiutando proposte per sequel, prequel e campagne pubblicitarie costruite attorno ai personaggi.
La famiglia Kerrigan torna sul palcoscenico
Il film originale racconta la storia di Darryl Kerrigan, interpretato da Michael Caton, un padre di famiglia della classe lavoratrice determinato a difendere la propria casa dall’esproprio legato all’espansione di un aeroporto.
La battaglia legale dei Kerrigan, il loro linguaggio quotidiano e l’affetto profondo per una casa apparentemente modesta trasformarono il film in un fenomeno culturale.
Frasi, personaggi e scene entrarono rapidamente nell’immaginario collettivo australiano.
La nuova produzione promette di mantenere «tutte le scene e i personaggi preferiti del film», introducendo però nuove battute e riferimenti contemporanei.
L’ambientazione potrebbe quindi essere aggiornata rispetto all’Australia degli anni Novanta, pur conservando l’umorismo, il calore familiare e lo spirito della storia originale.
Tornano gli autori del film
L’adattamento teatrale è stato scritto dagli stessi autori della sceneggiatura cinematografica: Rob Sitch, Tom Gleisner, Santo Cilauro e Jane Kennedy.
I quattro comici e produttori australiani parteciperanno anche come coproduttori dello spettacolo.
La regia è stata affidata a Paige Rattray, reduce dal lavoro sulla seconda e terza stagione del reboot televisivo di un altro classico australiano degli anni Novanta, Heartbreak High.
Rob Sitch ha spiegato che l’idea di trasformare The Castle in uno spettacolo teatrale non è recente.
Il progetto sarebbe rimasto in lavorazione, almeno come desiderio, per quasi 25 anni.
«Non volevamo soltanto raccontare di nuovo la storia, ma aggiungere un quarto di secolo di aggiornamenti divertenti», ha dichiarato.
L’obiettivo, secondo Sitch, è celebrare tutto ciò che il pubblico continua ad amare della famiglia Kerrigan.
Venticinque anni di nuove battute
La nuova versione è stata scritta seguendo lo stesso metodo utilizzato per il film.
Sitch, Gleisner, Cilauro e Kennedy si sono riuniti nella stessa stanza, costruendo le scene attraverso battute, improvvisazioni e tentativi di far ridere prima di tutto gli altri membri del gruppo.
Gli autori vogliono conservare la leggerezza e l’umanità della pellicola, ma adattarle all’Australia contemporanea.
Al centro resterà probabilmente la battaglia del cittadino comune contro istituzioni e interessi più potenti.
Un tema che, nonostante il passare del tempo, continua ad avere una forte risonanza.
Non mancherà neppure il riferimento alla celebre espressione «the vibe», diventata una delle battute più riconoscibili del cinema australiano.
Un film realizzato con appena 750.000 dollari
La storia di The Castle è diventata leggendaria anche per le condizioni nelle quali fu realizzato.
Il budget fu di appena 750.000 dollari, una cifra estremamente contenuta per una produzione cinematografica.
Nonostante ciò, il film incassò circa 11 milioni di dollari al botteghino e conquistò il premio per la migliore sceneggiatura originale agli AACTA Awards del 1997.
Le riprese durarono soltanto dieci giorni.
Santo Cilauro ha raccontato che alla produzione venne presentata una scelta molto semplice: girare per 14 giorni con un servizio di catering scadente oppure completare il film in dieci giorni con un catering migliore.
La squadra scelse la seconda opzione.
Quella lavorazione rapidissima contribuì a creare una commedia spontanea, essenziale e profondamente australiana.
Working Dog aveva detto no a tutto
Negli anni successivi al successo, Working Dog ha ricevuto numerose proposte per sfruttare commercialmente il film.
Agenzie pubblicitarie e produttori hanno chiesto di utilizzare i personaggi per promuovere prodotti, realizzare continuazioni o costruire nuove storie ambientate nello stesso universo.
La risposta è sempre stata negativa.
Michael Hirsh, membro di Working Dog, aveva spiegato che il gruppo si considerava quasi il custode del film.
La priorità era proteggerlo, evitando che la sua popolarità venisse utilizzata per operazioni commerciali prive dello spirito originale.
«Abbiamo detto no a tutto. Nessun sequel, nessun prequel, niente», aveva affermato.
La decisione di portare The Castle a teatro segna quindi un cambiamento importante, ma non un abbandono di quella filosofia.
La nuova produzione è stata scritta e controllata direttamente dagli autori originali, un elemento che dovrebbe garantire continuità con il film.
Non un sequel, ma una nuova interpretazione
Lo spettacolo teatrale non sarà un seguito della storia dei Kerrigan.
Sarà una nuova interpretazione dell’opera originale, aggiornata per un pubblico che vive in un’Australia molto diversa da quella del 1997.
Negli ultimi trent’anni sono cambiati i prezzi delle abitazioni, il rapporto con le periferie, le infrastrutture, la tecnologia e il linguaggio quotidiano.
Alcuni dei temi centrali del film, però, appaiono ancora più attuali.
La casa continua a rappresentare sicurezza, identità e appartenenza. La possibilità che venga minacciata da decisioni prese da grandi imprese o istituzioni rimane una paura concreta per molte famiglie.
Il ritorno di The Castle potrebbe quindi conquistare sia gli spettatori cresciuti con il film sia una nuova generazione che non lo ha mai visto al cinema.
Un anniversario speciale
Il debutto del marzo 2027 coinciderà con il trentesimo anniversario del film.
La scelta di Melbourne non è casuale. La città e le sue periferie fanno parte dell’identità della storia, così come il modo diretto, ironico e affettuoso con cui il film rappresenta la famiglia australiana.
Il passaggio dal cinema al teatro permetterà inoltre al pubblico di riscoprire i personaggi attraverso attori nuovi e un rapporto più immediato con la scena.
Resta da conoscere il cast e capire chi interpreterà Darryl Kerrigan e gli altri membri della famiglia.
La sfida sarà inevitabilmente difficile, perché i volti e le voci degli interpreti originali sono ormai inseparabili dai personaggi.
Il ritorno di un simbolo australiano
The Castle è diventato molto più di una commedia.
È una storia sulla dignità delle persone comuni, sulla famiglia e sul diritto di difendere il luogo che si considera casa.
Il film riuscì a trasformare una piccola abitazione vicina a un aeroporto nel simbolo di un’intera cultura.
Dopo aver respinto per trent’anni ogni tentativo di sfruttarne il successo, Working Dog ha finalmente deciso di tornare nel mondo dei Kerrigan.
Non con un sequel costruito per nostalgia, ma con uno spettacolo teatrale aggiornato dagli stessi autori.
I biglietti sono già in vendita e l’attesa è destinata a crescere.
Perché, anche dopo trent’anni, The Castle conserva ancora qualcosa di difficile da spiegare.
Forse è semplicemente «the vibe».
