TEHERAN – Mentre prende forma il percorso diplomatico avviato dal memorandum d’intesa firmato tra Stati Uniti e Iran, la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei interviene per chiarire la posizione della Repubblica Islamica sui futuri rapporti con Washington.
In una dichiarazione scritta diffusa nelle ultime ore, Khamenei ha affermato che eventuali negoziati diretti tra Teheran e Washington “non significheranno accettare la posizione del nemico”, sottolineando come il dialogo non debba essere interpretato come una rinuncia ai principi fondamentali della politica iraniana.
Le parole della Guida Suprema arrivano all’indomani della firma del protocollo digitale che ha aperto una nuova fase nelle relazioni tra i due Paesi, dopo decenni di tensioni, sanzioni e scontri indiretti nella regione mediorientale.
IL PERCORSO VERSO L’ACCORDO FINALE
Secondo quanto previsto dal memorandum, le parti hanno ora circa 60 giorni di tempo per trasformare l’intesa preliminare in un accordo definitivo.
Tra i punti principali figurano la graduale revoca delle sanzioni contro Teheran, la ripresa delle esportazioni petrolifere iraniane, il rilascio di fondi congelati e la definizione di un nuovo quadro per il programma nucleare iraniano.
Il documento prevede inoltre il mantenimento dello status quo durante i negoziati, con l’Iran che si impegna a non espandere il proprio programma nucleare e gli Stati Uniti che rinunciano a nuove misure restrittive.
PEZESHKIAN: “UN ACCORDO STORICO”
Nelle stesse ore il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito l’intesa con Washington un accordo “storico”, fondato sul principio del “mutuo rispetto”.
Secondo Pezeshkian, il memorandum rappresenta un’opportunità per ridurre le tensioni regionali, favorire la crescita economica dell’Iran e riportare il Paese al centro degli scambi commerciali internazionali.
Il presidente iraniano ha inoltre evidenziato come il dialogo con gli Stati Uniti non rappresenti una resa politica, ma uno strumento per tutelare gli interessi nazionali iraniani.
TRUMP ESULTA
Dal fronte americano, il presidente Donald Trump ha rivendicato l’intesa come una delle più importanti vittorie diplomatiche della sua amministrazione.
Trump ha sostenuto che l’accordo possa garantire maggiore stabilità nella regione, sicurezza per le rotte energetiche internazionali e nuove opportunità economiche per entrambe le parti.
Nei giorni scorsi il presidente statunitense aveva dichiarato che chi critica l’intesa sarebbe “invidioso, cattivo o stupido”, ribadendo la propria convinzione che il memorandum possa aprire una nuova fase nelle relazioni tra Washington e Teheran.
PRUDENZA A TEHERAN
Le parole di Khamenei mostrano tuttavia che, nonostante il clima più disteso, all’interno della leadership iraniana permane una forte cautela nei confronti degli Stati Uniti.
La Guida Suprema continua infatti a considerare Washington un avversario strategico e intende rassicurare le componenti più conservatrici del sistema politico iraniano che vedono con sospetto qualsiasi apertura verso l’Occidente.
Per questo motivo, mentre i governi dei due Paesi celebrano l’avvio del nuovo percorso diplomatico, Teheran ribadisce che il dialogo non comporterà alcuna rinuncia alla propria indipendenza politica o ai propri interessi nazionali.
I prossimi due mesi saranno decisivi per capire se il memorandum potrà trasformarsi in uno storico accordo di pace e cooperazione o se le profonde diffidenze reciproche continueranno a rappresentare un ostacolo lungo la strada del riavvicinamento tra Stati Uniti e Iran.
Fonte: dichiarazione scritta della Guida Suprema Ali Khamenei diffusa dai media iraniani e informazioni contenute nel memorandum USA-Iran pubblicato da Al Arabiya English.
