di Marco Testa
Fine Food Australia 2026 accende i riflettori sulle eccellenze italiane. A Melbourne 23 aziende in rappresentanza delle principali filiere agroalimentari. Il mercato australiano vale già 898 milioni di euro per l’export italiano Il Made in Italy agroalimentare rafforza la propria presenza in Australia e guarda al mercato dell’Asia-Pacifico come a una delle aree strategiche per la crescita delle esportazioni. È questo il messaggio emerso dall’apertura di Fine Food Australia 2026, il principale appuntamento fieristico australiano dedicato all’industria alimentare, inaugurato al Melbourne Convention and Exhibition Centre.
Al centro della manifestazione il Padiglione Nazionale Italiano di ICE Agenzia, inaugurato dal presidente Matteo Zoppas alla presenza dell’ambasciatore d’Italia in Australia, Nicola Lener, e della console generale d’Italia a Melbourne, Chiara Mauri. Su una superficie espositiva di 270 metri quadrati, 23 aziende italiane rappresentano alcune delle principali filiere del comparto: formaggi, vini, pasta, conserve, olio extravergine di oliva, prodotti da forno, condimenti e specialità regionali.
La partecipazione collettiva è stata concepita come una piattaforma commerciale, con l’obiettivo di mettere direttamente in contatto le imprese italiane con buyer, importatori, distributori, operatori della ristorazione e altri professionisti del settore. Non soltanto promozione del prodotto, quindi, ma ricerca di nuove opportunità di business e consolidamento della presenza italiana sul mercato australiano.
I dati confermano il potenziale dell’operazione. Nel 2025 l’Australia ha importato oltre 16,29 miliardi di euro di prodotti agroalimentari, mentre le esportazioni italiane verso il Paese hanno raggiunto circa 898 milioni di euro, con una crescita del 5,41% rispetto all’anno precedente. La quota italiana è arrivata al 5,5%, facendo dell’Italia il primo fornitore europeo e il quarto a livello mondiale, dopo Nuova Zelanda, Cina e Stati Uniti.
Per le imprese italiane, tuttavia, la partita non si gioca soltanto sui volumi. L’Australia presenta una domanda particolarmente interessante nei segmenti premium e gourmet, dove qualità, autenticità, tracciabilità e origine territoriale possono rappresentare un vantaggio competitivo. Dalla pasta all’olio extravergine, dai formaggi al vino, fino al pomodoro trasformato, al cioccolato e ai prodotti da forno, il patrimonio agroalimentare italiano dispone di un’offerta ampia e diversificata.
La giornata inaugurale di Fine Food Australia è proseguita con un incontro tra Zoppas e il Board della Camera italiana di Commercio e Industria di Melbourne, a conferma del ruolo della rete camerale nel favorire relazioni economiche e commerciali tra i due Paesi.
Tra gli appuntamenti anche “Meet the Italian Exhibitors – Behind Italy’s UNESCO-Recognized Food Heritage”, organizzato da ICE Agenzia – Ufficio di Sydney per presentare le aziende della collettiva italiana e valorizzare il patrimonio gastronomico del Paese. L’obiettivo è trasformare la reputazione internazionale del Made in Italy in relazioni commerciali concrete, facendo leva sul rapporto tra tradizione, innovazione e territori.
La missione di Zoppas a Melbourne ha inoltre previsto incontri con i vertici di Austrade, Global, Invest Victoria e Creative Victoria, oltre che con il sindaco della città e con importanti operatori dell’agroalimentare australiano. Un’agenda che conferma la volontà di ampliare il dialogo oltre il semplice interscambio commerciale, coinvolgendo investimenti, innovazione e partnership industriali.
A rendere ancora più interessante lo scenario è la recente conclusione dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Australia (FTA UE-Australia). Il nuovo quadro commerciale potrebbe offrire ulteriori opportunità alle imprese europee, riducendo barriere e facilitando l’accesso reciproco ai mercati.
Per l’agroalimentare italiano, dunque, l’Australia non rappresenta più soltanto una destinazione di esportazione, ma un mercato da presidiare con una strategia di lungo periodo. Fine Food Australia diventa così un punto di incontro tra eccellenza produttiva, diplomazia economica e nuove opportunità commerciali, con l’obiettivo di trasformare il prestigio del Made in Italy in una presenza sempre più strutturata nel continente australiano.
