Financial Times: l’Iran avrebbe valutato attacchi contro basi USA in Europa in caso di escalation

Teheran avrebbe preso in considerazione la possibilità di colpire installazioni militari statunitensi in Europa qualora Donald Trump ordinasse una nuova escalation contro l’Iran. Secondo il Financial Times, tra gli scenari studiati figurerebbero obiettivi in Bulgaria e Cipro, mentre alcuni analisti ritengono tecnicamente possibile raggiungere anche basi nell’Europa meridionale, Italia compresa. Al momento, tuttavia, non esistono conferme indipendenti che un simile piano sia stato approvato.

La guerra tra Stati Uniti e Iran rischia di allargarsi oltre il Medio Oriente.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita due fonti descritte come interne al sistema iraniano, Teheran avrebbe valutato possibili attacchi contro infrastrutture militari americane in Europa nel caso in cui Washington decidesse di intensificare il conflitto.

Tra i potenziali obiettivi citati figurerebbero Bulgaria e Cipro.

La Bulgaria ha recentemente autorizzato l’utilizzo della base aerea di Bezmer per operazioni di supporto agli Stati Uniti, mentre Cipro ospita importanti strutture britanniche utilizzate anche in operazioni occidentali nella regione.

Anche l’Italia tra gli scenari teorici

Il quotidiano britannico riferisce che alcuni esperti considerano possibile l’impiego di missili balistici iraniani a medio raggio contro obiettivi statunitensi nell’Europa meridionale e sudorientale.

Tra i Paesi indicati nelle valutazioni teoriche compaiono anche Italia, Francia e Regno Unito, dove sono presenti basi e installazioni militari americane.

L’ipotesi italiana, però, va trattata con particolare cautela.

Non risultano conferme che Teheran abbia selezionato specificamente basi sul territorio italiano come obiettivi operativi. Si tratta, allo stato attuale, di valutazioni attribuite ad analisti sulla capacità dei sistemi missilistici iraniani di raggiungere l’Europa meridionale.

Il precedente della Giordania

Secondo una delle fonti citate, l’attacco iraniano del mese scorso contro una base americana in Giordania avrebbe rappresentato anche un messaggio rivolto ai governi europei.

Teheran vorrebbe dimostrare di poter colpire obiettivi statunitensi a distanze sempre maggiori qualora basi europee fossero utilizzate direttamente per operazioni contro l’Iran.

Il principio era già stato espresso pubblicamente nei confronti del Regno Unito: qualsiasi base utilizzata per lanciare un attacco contro il territorio iraniano potrebbe essere considerata da Teheran un obiettivo militare legittimo.

Nel mirino anche i cavi sottomarini

Tra gli scenari più preoccupanti riportati dal Financial Times ci sarebbe anche la possibilità di colpire le infrastrutture digitali.

Le forze iraniane avrebbero valutato azioni contro i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz in caso di ulteriore escalation.

Un attacco a queste infrastrutture potrebbe avere conseguenze molto più ampie della dimensione strettamente militare, incidendo sulle comunicazioni e sui collegamenti internazionali.

Trump chiude ai negoziati

La notizia arriva mentre il confronto diplomatico appare completamente bloccato.

Donald Trump ha affermato che non sono in corso né previsti nuovi colloqui con Teheran, mentre il confronto sullo Stretto di Hormuz continua ad alimentare tensioni tra le parti.

Comandanti iraniani hanno contemporaneamente avvertito che, in caso di una nuova offensiva su larga scala, la risposta potrebbe non limitarsi più agli obiettivi statunitensi presenti in Medio Oriente.

La NATO: «Pronti a difendere gli alleati»

Dopo le indiscrezioni, la NATO ha ribadito di essere pronta a rispondere a qualsiasi minaccia contro i Paesi membri.

L’Alleanza sostiene che i propri sistemi di deterrenza e difesa aerea restino pienamente operativi.

La possibilità che il conflitto raggiunga direttamente l’Europa resta quindi uno scenario estremo, ma viene ormai discusso apertamente all’interno del dibattito sulla sicurezza continentale.

Dubbi sulla ricostruzione del Financial Times

Non tutti, tuttavia, considerano affidabile la ricostruzione.

Mohammad Marandi, docente all’Università di Teheran ed ex consigliere del team iraniano per i negoziati sul nucleare, ha espresso dubbi sul fatto che veri esponenti interni al sistema iraniano possano aver fornito simili informazioni al quotidiano britannico.

Secondo questa lettura, le indiscrezioni potrebbero anche essere parte di una strategia di pressione politica e diplomatica.

È quindi essenziale distinguere tra capacità militare, scenari studiati e decisioni operative.

Che i missili iraniani possano teoricamente raggiungere parte dell’Europa meridionale è una questione militare. Che Teheran abbia realmente deciso di colpire basi statunitensi in Italia o in altri Paesi europei è, al momento, tutt’altra cosa e non risulta confermato.