IL PARADOSSO DELL’INTERESSE TRA VERITÀ E IPOCRISIA

di Cav. Luigi De Luca OMRI
Dall’ufficio di Sydney, Australia

Cari lettori,

oggi voglio condividere con voi due brevi riflessioni che coltivo da tempo nella mia mente e che, unite insieme, squarciano il velo di ipocrisia che troppo spesso governa le relazioni umane, il mondo del lavoro e le istituzioni.

La prima affermazione tocca il metodo con cui mi rapporto al mondo: “Le osservazioni raccontate, non sono una critica”.

Quando un artigiano d’élite o un uomo speso per il sociale fotografa un limite visibile, non lo fa per demolire il prossimo o per superbia. Raccontare un’osservazione significa fare la cronaca della realtà. Significa mettere sul tavolo l’onestà etica dei fatti affinché la comunità possa prenderne coscienza e crescere. Chi è nel giusto non teme la descrizione del vero; la accoglie per migliorarsi.

Eppure, la reazione della gente comune è spesso dettata da un secondo, spietato paradosso: “Ad alcune tendenze religiose non piace che la chiesa raccolga le donazioni”.

Questa mia metafora tocca il cuore dell’egoismo sociale. Quando l’azione non è farina del proprio sacco o mina un monopolio di influenza, scatta immediatamente la gelosia di categoria. Non si guarda al bene comune o alla purezza del gesto; si guarda a chi detiene il controllo del territorio o delle risorse. Proprio come chi predica il testo sacro ma si indispone se un’altra parrocchia riceve il sostegno dei fedeli, così molti settori della nostra società, anche associativo, rifiutano l’avanguardia e le buone idee solo perché non possono controllarle o monetizzarle.

Un vecchio, o giovane Cavaliere della Repubblica, ha il dovere civile di sospendere il giudizio ma di non tacere davanti alla miopia dei falsi profeti. Continuerò a raccontare le mie osservazioni con assoluto rigore, perché la verità non chiede il permesso agli interessi dei singoli.

Riconoscere i propri limiti è la chiave di tutte le porte. Chi sceglie di arroccarsi nella difesa del proprio orticello ha già spento la propria mente.